Osservatorio Antimafie della Brianza*

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I GIOVANI HANNO BISOGNO DI EROI VIVI

martedì 2 giugno 2020


L’immunità del gregge…..in  Parlamento



Quando nel 1946 venne promulgata la Carta Costituzionale della Repubblica Italiana all’articolo 68 normava, a tutela dei rappresentanti del Popolo nei due rami del Parlamento, la possibilità di processare i parlamentari essenzialmente per le loro idee e per l’attività che svolgevano nelle aule parlamentari. Così facendo venne introdotta la “Commissione Parlamentare per le autorizzazioni a procedere” che avrebbe, e ha tutt’ora, dovuto vagliare le richieste della Magistratura sulle richieste di procedere contro questo o quel parlamentare.
Fino agli anni 80 questo istituto, dell’immunità parlamentare, venne usato in maniera cogente e anche durante “tangentopoli”, permise ai Magistrati di “mani pulite” di perseguire una politica devastata dalla corruzione.  Si arrivò addirittura alla paradossale situazione che nel Parlamento italiano un deputato della Lega Nord sventolò un cappio (tal Orsenigo) a significare un giustizialismo universale, negato appunto dalla Costituzione.
Negli anni ’90, con l’arrivo al potere di soggetti legati alle organizzazioni criminali, come Silvio Berlusconi, che nel 1994 viene eletto premier, si inaugura la stagione della fuga dei politici dai processi (Previti, Mancuso e dell’Utri) cioè: non più la difesa dei politici nei processi, ma la fuga dei politici dai processi. Con una evidente e plateale ammissione di colpa.
Una stagione macchiata dal sangue di uomini fedeli alla Stato, di civili inermi assassinati da “cosa nostra” in decine di stragi (Capaci, D’Amelio, Georgofili, PAC etc…). La mafia quale esecutore materiale, ma con il mandato di soggetti infedeli dello Stato, annidati nel sottobosco del governo e dell’amministrazione statuale.
Oggi nel parlamento italiano sono decine le persone indagate, sotto processo e queste persone possono legiferare e decidere anche in materia giurisdizionale, in un evidente conflitto di interessi.
Così in questi giorni un ex ministro della Repubblica, che aveva ricoperto l’incarico al Ministero degli Interni, è riuscito a farla franca e ha ottenuto, almeno in Commissione, la non autorizzazione a procedere richiesta dalla Magistratura di Palermo, per i reati di “sequestro di persona” e “abuso d’atti d’ufficio, nell’ambito dei fatti e degli accadimenti relativi alla nave di salvamento delle persone in mare “Open Arms”
Così quella norma costituzionale pensata a tutela dei parlamentari, per garantire la loro libertà di pensiero e di azione nelle aule del Senato e della Camera della Repubblica, è diventata una garanzia che la “legge non è uguale per tutti”;  garantendo l’impunità a decine di persone che hanno commesso gravi reati contro il patrimonio, i beni comuni e spesso in associazione con le organizzazioni criminali.

admin - Monza, giugno 2020



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