Osservatorio Antimafie della Brianza*

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I GIOVANI HANNO BISOGNO DI EROI VIVI

domenica 3 luglio 2016

Edilizia predona in Brianza. La Malaspina nel fianco di Correzzana
(prima parte)



di Pier Attilio Trivulzio

Nel marzo di quattro anni fa Correzzana finì per la prima volta sulle prime pagine dei giornali nazionali quando un gruppo di aderenti dell'associazione lecchese no profit Freccia 45 presidiò la sede della multinazionale americana Harlan Laboratories che aveva appena ricevuto dalla Cina 104 macachi destinati alla vivisezione.
Le denunce presentate alla Procura della Repubblica di Monza da Freccia 45 che ha raccolto 24.000 firme contro la vivisezione degli animali, le proteste dell'ex ministro del turismo Michela Vittoria Brambilla e dell'oncologo Umberto Veronesi portano, a maggio 2014, “alla revoca dell'autorizzazione all'allevamento e allo stabilimento fornitore di primati rilasciata il 21 aprile 2009 e aggiornata al 24 agosto 2011”.

La conferma arriva dal vice sindaco Mario Corbetta, al quale non pare vero di ricevere, grazie a questa vicenda, un (insperato) assist in più per le imminenti elezioni, che infatti lo vedono, con la lista civica Uniti per Correzzana,  eletto sindaco dopo 5 anni da vice, con 840 voti contro i 704 di Ada Giuseppina Civitani (Lista civica Correzzana Viva).
Quella manciata di voti in più gli arrivano proprio dai residenti delle palazzine di via Fermi, confinanti con i capannoni della Harlan, e di via Majorana che sta alle spalle.
La poltrona di sindaco, il dottor Corbetta l'aveva già avuta per dieci anni dal 1999 al 200. Dopo che per legge deve abbandonarla e passa i seguenti cinque anni a fare il vicesindaco e assessore all'Urbanistica  finalmente può riaccomodarsi sulla poltrona di primo cittadino tenendosi anche l'assessorato al Bilancio e dal gennaio 2016, a seguito di rimpasto di Giunta, si riprende anche la delega all'Urbanistica.
Chi meglio di lui può infatti occuparsi di urbanistica dal momento che é il business di famiglia, con la SER.DE.CO srl (sede alle Torri Bianche di Vimercate) che a Correzzana – tra il 2005 e il 2010 - ha costruito a ridosso del Municipio, in via don Grisostomo, 14 appartamenti.
In quegli anni di grande consumo del territorio corezzanese a costruire abitazioni nel paese che conta 2.878 abitanti erano la SER.DE.CO. della famiglia brianzola dei Corbetta e la Delfina Lucia del calabrese di Montebello Jonico, Giuseppe Malaspina. Quest’ultimo un gigante se confrontato con i Corbetta, anche se é poi Mario Corbetta, direttore della Salmilano, a tenere le redini dell’urbanistica.
Malaspina realizza i complessi residenziali I Pioppi, ville a schiera da 200 a 400 mq (anche con piscina) in vendita da 530 mila euro, Al Parco in via Majorana angolo via Principale, e Corabella, bi-tri-quadri locali da 60 a 130 mq e uffici da 120 mila euro in su.
Concentriamoci sulle palazzine Corabella realizzate dalla società Delfina Lucia e messe in vendita dalla Progeam che è sempre di Giuseppe Malaspina.
La convenzione prevedeva la realizzazione di un poliambulatorio e di un asilo.
Il poliambulatorio è ancora da completare, l'asilo si è dissolto perché a Correzzana sembra non nascano più bambini.
É proprio di pochi giorni fa la decisione presa dalla Giunta di escutere la fideiussione con la Vittoria Assicurazioni non già per 797.735 euro come previsto bensì accettando una cifra inferiore ai 600 mila euro.
Al Corabella la Progeam vende nove appartamenti comprese le mansarde che a lui, a Malaspina, piacciono tanto. Il perché è molto semplice.
In sede di costruzione alza la cubatura prevista dal piano integrato d'intervento approvato e quando l'amministrazione gli contesta l'illecito – e lo trascina in Tribunale come ha fatto l'architetto Vittoria Giglio per il complesso di Besana Brianza, area ex stabilimento Salmilano, s'appella al Tar, va fino al Consiglio di Stato per allungare i tempi ed intanto blocca i lavori delle opere di urbanizzazione.
Giochino già fatto anni prima a Muggiò sull'area ex Fillattice dove ha bloccato i lavori del campo sportivo previsto in convenzione per una controversia di 300 mila euro: pretendeva in cambio cubatura aggiuntiva che gli avrebbe fatto guadagnare 2 milioni di euro. L'amministrazione del sindaco Carlo Fossati gli ha risposto un secco no e allora, per ripicca, non soltanto ha stoppato i lavori del campo ma anche l'area mercato annessa al complesso residenziale e l'amministrazione comunale (col sindaco Pietro Stefano Zanantoni succeduto a Fossati) ha poi usato 1,2 milioni di euro dei contribuenti per completare il campo di via 1. Maggio e l'attuale sindaco, Maria Arcangela Fiorito, ha finalmente potuto escutere soltanto pochi mesi fa, la fideiussione di 375 mila euro.
Ma intanto i lavori per completare l'area mercato richiederebbe l'aggiunta di almeno 500 mila euro.
A Villasanta uguale storia con la società Della via Gramsci e problemi con la Villasanta Village per l'albergo mai completato, realizzato con due piani in più che ancora non sono stati abbattuti. L'eco mostro è lì, immagine dell'azienda di Giuseppe Malaspina che ha decine di altre società messe in liquidazione e prossime al fallimento.
Il Gruppo Edile Caronno con debiti per oltre 44 milioni e un'irrisoria percentuale di crediti chirografari, é il primo dei fallimenti finiti sul tavolo del pubblico ministero Salvatore Bellomo assieme a migliaia di documenti e intercettazioni autorizzate dall'Autorità giudiziaria negli ultimi quattro anni. Alcune molto compromettenti e che rivelano i rapporti di Malaspina con personaggi già condannati nelle inchieste Infinito e Tibet sulla presenza della ‘ndrangheta in Brianza e Lombardia.Ma questa è una storia che approfondiremo.
Ma torniamo al complesso residenziale Corabella di Corezzana dove nove famiglie di condòmini hanno dovuto rivolgersi alla magistratura, vincere la causa con la Delfina Lucia e quindi insinuarsi nel fallimento per oltre 45 mila euro “Da quattro anni e mezzo aspettiamo che l'ascensore venga messo in funzione, abbiamo i pannelli solari ma non servono a nulla perché la caldaia non è stata completata e sul tetto non possiamo mandare il carpentiere mancando il dispositivo salva vita. A nostre spese ci sono stati agganciati i contatori dell'elettricità: ogni richiesta alla Delfina Lucia d'avere il contatore personale è stata disattesa fino a quando, stanchi di restare agganciati al contatore del cantiere, non ci siamo rivolti alla magistratura che ci ha dato ragione; così anche per le spese condominiali che da due anni la società non paga e quindi siamo stati noi condòmini a doverle anticipare... Vogliamo parlare del lavoro di gestione delle acque? Fatto male tanto che basta un forte acquazzone e i box s'allagano ed in quanto al cancello d'ingresso è pericoloso. Eppure Delfina Lucia per anni ci ha chiesto la divisione delle spese condominiali . Guardi, qui al Corabella la maggior parte degli appartamenti sono invenduti e molti neppure completati”, racconta a Infonodo una condomina giustamente arrabbiata che conclude: “Non voglio andarmene, ma se decidessi di vendere non potrei. L'appartamento è invendibile avendo l'immobile mille difetti”.
Un architetto che ha acquistato direttamente da Giuseppe Malaspina
si lamenta con lui. “Guarda Giuseppe che mi hai venduto un bilocale facendomi pagare la casa come trilocale e da quattro anni pago un 4 per cento di millesimi in più di spese”.
I metri quadrati di un appartamento o i millesimi in più conteggiati sono un vero e proprio cavallo di battaglia delle società del Malaspina. Basta leggere quanto scritto nella delibera della III sezione del Tribunale civile di Monza (presidente Alida Paluchowski) del 19 settembre 2012 che revoca l'ammissione al concordato del Gruppo Edile Caronno e dichiara il fallimento: “...adozione metodologicamente sbagliata nella stima dei beni, quali il calcolo delle parti comuni (in taluni casi fatti in metri quadrati piuttosto che con l'attribuzione di millesimi); il calcolo delle metrature di alcuni immobili (risultate dai rilievi in loco con superfici inferiori rispetto a quelle dichiarate in perizia); il calcolo dei coefficienti di abitabilità (non essendo stato applicato il coefficiente ridotto per l'altezza media nelle mansarde sottotetto)...”
Insomma, qualche appartamento venduto aveva metrature gonfiate. La società guadagnava di più, l'acquirente ci perdeva e s'accorgeva dell’inghippo soltanto quando aveva deciso di vendere, cioè troppo tardi.
Per la cronaca, oltre alle citate Gruppo Edile Caronno e Delfina Lucia i dossier giacenti in Tribunale riguardano queste società in liquidazione o in attesa di concordato del gruppo di Giuseppe Malaspina: D'Adda Busca, Gestione Immobili Alberghieri, Villasanta Village, Immobiliare Pirsani, Della via Gramsci, San Giobbe, Ideo, Silene.

In collaborazione con gli amici di Infonodo

admin, 3 luglio 2016

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