Osservatorio Antimafie della Brianza*

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I GIOVANI HANNO BISOGNO DI EROI VIVI

sabato 23 maggio 2015

RICORDANO GIOVANNI FALCONE, ISOLANO NINO DI MATTEO

PERICOLOSE ANALOGIE DELLA POLITICA MAFIOSA ODIERNA E QUELLA DEGLI ANNI 90
 
Correvano gli anni della maxi inchiesta e del maxi processo a "cosa nostra" istruito dal pool di Falcone, Borsellino, Di Lello, Guarnotta e Ayala. La mafia siciliana era in ginocchio, dilaniata dal contrasto dello Stato e dalle crepe che questo ha provocato sia nella cupola che nei mandamenti.  Una grande offensiva per riportare la legalità in una terra devastata dalla mala politica e dal malaffare. Una stagione straordinaria che viene improvvisamente interrotta da una scelta della politica: il Consiglio Superiore della Magistratura nella seduta del 19 gennaio 1988 boccia la candidatura di Giovanni Falcone a Procuratore Capo a Palermo e gli preferisce Antonino Meli che, poco dopo l'insediamento, inizierà a smantellare il pool antimafia. Di li a poco i giuda del CSM che voltarono le spalle a Falcone (presidente del CSM era Cossiga)  iniziarono pure le attività inquietanti di contatto coi capimafia per la cosiddetta "trattativa". Appaltarono il lavoro sporco a soggetti che già sapevano come muoversi negli ambienti mafiosi, visto i precedenti depistaggi sulla morte di Peppino Impastato. Oggi questa suburra di infedeli dello Stato di diritto e della Costituzione, sono alla sbarra, nel processo denominato "la Trattativa" e a condurre i capi di imputazione c'è un pool di Magistrati capeggiati da Nino Di Matteo. Di Matteo allievo e apostolo di Falcone e Borsellino che nonostante le minacce di Riina, (è arrivato il tritolo per il giudice si legge in una recente intercettazione fra boss) continua imperterrito il suo lavoro insieme ai suoi collaboratori. Ma Nino Di Matteo come Giovanni Falcone sa bene che una parte dell'attività di contrasto nel territorio può essere resa agevole grazie ad una Direzione Nazionale Antimafia che attiva politiche nazionale e internazionali che sono le nuove frontiere degli affari mafiosi. Così da tempo giaceva a palazzo dei Marescialli sede del CSM, la domanda di Nino Di Matteo di trasferimento alla Direzione Nazionale Antimafia. l'8 aprile scorso il CSM nomina tre nuovi giudici alla DNA, ma fra loro non c'è Di Matteo.
Nino Di Matteo non si da per vinto e ricorre al Tar del Lazio contro quelle nomine. Nel ricorso scrive. "Mi avete scientificamente umiliato e mortificato". Poche ma eloquenti ed inequivocabili parole. Inquietante analogia con i destini del suo maestro, quella di Nino Di Matteo. Speriamo che le storia non si ripeta. Nel ricordare il Dott. Giovanni Falcone, la D.ssa Francesca Morvillo e gli Agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Di Cillo e Antonio Montinaro non possiamo che esprimere la nostra solidarietà ed il nostro pieno sostegno al Dott. Nino Di Matteo e ai suoi collaboratori.
Ora e sempre Resistenza Antimafia
 
admin, Monza 23 maggio 2015

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