Osservatorio Antimafie della Brianza*

Osservatorio Antimafie della Brianza*
I GIOVANI HANNO BISOGNO DI EROI VIVI

domenica 18 gennaio 2015

I PREDATORI DELLA MILANO PERDUTA

ASSEMBLEA NAZIONALE NO EXPO. BUONA LA PRIMA
IL NOSTRO CONTRIBUTO: LA COLONIZZAZIONE ECONOMICA DELLE MAFIE
 
Nonostante le porte chiuse dell'università statale di milano (scrivo milano con l'iniziale minuscola per protesta) la rete no expo milanese è riuscita a trovare un luogo dove poter tenere la due giorni di lavoro sulle questioni dell'Expo che ci sarà dal 1 maggio 2015. Nella ex sede dell'Anpi occupata alla bisogna, tanta gente. Tanta bella gente con tantissimi giovani che si incontrano e si confrontano sul loro prossimo immediato futuro segnato dalla precarietà nel lavoro, per avere una casa e nello studio.
 
Tanti interventi nei quali è emerso con forza il fatto che Expo non è tanto solo un evento, ma come si va configurando appare essere un modello sociale esportabile. Tanti interventi fra narrazioni delle lotte e riflex su come andare avanti per produrre "disturbo" alla macchina mangiasoldi, mangiambiente e mangiademocrazia che è l'Expo. Come in tutte le assemblee sarebbe stato utile intervenire, ma per la natura delle questioni che trattiamo come Osservatorio sia la circostanza e sia il tempo a disposizione, non avrebbe permesso di dare un contributo concreto ai lavori. Allora proviamo a dare questo contributo postandolo sul ns blog e facendo girare la info di leggerlo e o di linkarlo nei siti interessati al ns lavoro.
 
In introduzione dei lavori è stato detto che sino ad allora per la rete NO EXPO l'esposizione e il suo portato significava DEBITO, CEMENTO E PRECARITA'; ma nel proseguo della lotta ne sono emerse delle altre fra le quali mafia, corruzione.
 
In questo modo oltre alla critica sul merito di come si vuole...nutrire il pianeta... si indica nel metodo su come si va costruendo il sito e tutti gli effetti collaterali che questo comporta in materia di appalti, contratti di lavoro e gestione della forza lavoro. Che l'esposizione fosse uno degli eventi che interessavano le organizzazioni criminali si è potuto cogliere dalle intercettazioni fra boss della ndrangheta nell'inchiesta "Infinito". Che il posizionamento della mafia imprenditoriale lombarda era ottimale rispetto al resto delle imprese era emerso in altre inchieste sui cantieri delle infrastrutture per Expo come BreBeMI, TEEM e Pedemontana, ma anche nei cantieri delle varie MM. Inoltre la classe dirigente messa alla guida di quella  macchina decisionale era stata decisa dalla cupola della malapolitica lombarda che avrebbe garantito anche le mafie alla spartizione del bottino; alla predazione.
 
MALTAURO E MANTOVANI e CMC.
Gli appalti più importanti relativi alla piastra del sito espositivo sono stati vinti con appalti pilotati e mazzette milionarie da associazioni temporanee d'impresa che al proprio interno avevano società legate alle mafie. Da qui l'evidente inquinamento delle gare e il dubbio sulla qualità dei lavori, dei materiali che vengono utilizzati per stand, padiglioni etc. Dunque se si fosse in Paese normale dove si combatte l'illegalità queste imprese andrebbero allontanate dal cantiere di Expo. Ma dato che il "patto scellerato" fra mafie, malapolitica e malaimpresa deve essere onorato tutto deve proseguire e per fare questo viene chiamato un magistrato presidente dell'anticorruzione, Raffaele Cantone, che si sta giocando tutto il suo curriculum anticamorra con la pagliacciata dei commissariamenti. Maltauro e Mantovani non hanno pagato tangenti solo per i lavori di Expo, ma anche per i cantieri delle infrastrutture delle opere inutili come Pedemontana, Tem e MM. Non esiste che si commissaria un impresa (e non la si allontana) in un cantiere e non si fa niente nel resto dei cantieri dove opera. E' un sistema. E davanti a questo sistema la, salvo le eccezioni che si sono incontrate in Via Mascagni a milano, tutti si sono piegati e o inchinati compresi i sindacato confederali che hanno pensato di dare "dignità" contrattuale alla nuova forma di schiavismo moderno chiamato LAVORO VOLONTARIO.
 
I PREDATORI: EXPO SPA E LA REGIONE LOMBARDIA
Mentori e protettori di questo ignobile sistema stavano, ai vertici di Expo spa e della regione Lombardia proprio a guida degli uffici appalti e dei cantieri. Molti sono stati arrestati ma altri sono ancora a piede libero. Le interdittive firmate dal prefettuzzo di milano, sono ad oggi 68 (sessantotto). Anche qui se si fosse in un paese normale la baracca verrebbe fermata già dalla prima visto che la presenza e la pervasività delle imprese mafiose risale al 2010 con l'inchiesta "Tenacia" che individua imprese che lavorano nei cantieri delle infrastrutture per Expo. Nonostante ciò la malapolitica lombarda asservita alle mafie persevera in un progetto che si realizzerà attraverso il convincimento di Stati a votare per l'Italia e non per la Turchia, in cambio di futuribili favori e presentando un masterplan patacca che non esiste più. Ma al segretario generale del Bouroux International d'Exposition questo non interessa perché con molta probabilità è stato convinto e  rassicurato sulla partecipazione al banchetto predatorio.
 
LA COLONIZZAZIONE ECONOMICA DELLE MAFIE
Sulla base del posizionamento delle imprese mafiose e sul fatto che i loro bancomat stanno anticipando lo stato di avanzamento dei lavori, vi sono tutti i presupposti perché si possa dire con quasi certezza che EXPO 2015 sarà la più grande operazione di riciclaggio di denaro sporco. Denaro che così ripulito invaderà il mercato alterandolo e mettendo le finanziarie malavitose in pool position rispetto alla depressione generale del sistema, diventando IL SISTEMA ECONOMICO CRIMINALE al quale comuni e regione lombardia dovranno rivolgersi per opere e servizi. Così nel momento più altro della crisi economica del Paese, le imprese floride saranno quelle mafiose con tutto ciò che questo vorrà dire.
 
Morale. Oltre a distruggere l'ambiente; oltre ad utilizzare risorse economiche per opere inutili; oltre a calpestare la normale giustizia girandosi tutti dall'altra parte davanti a tanto scempio. Facendo tutto questo si pregiudica il presente e si consegna un futuro terribile dove queste carogne in doppio petto la faranno da padroni; ma grazie a politici ed imprenditori che hanno scarso senso del bene comune e della democrazia.
 
Per questo loro faranno l'EXPO ma noi dobbiamo denunciare i TANO SEDUTI della malapolitica e della malaimpresa lombardi. Iniziare quel processo DEFACCIAZIONE, come detto nel workshop sulle metropoli, dei predatori della democrazia, dei diritti e delle libertà.
 
admin, 18 gennaio 2015
 
 
 
 
 
 
 
 

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