Osservatorio Antimafie della Brianza*

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I GIOVANI HANNO BISOGNO DI EROI VIVI

venerdì 5 dicembre 2014

FUORI LO STATO DALLA MAFIA. FUORI LA MAFIA DALLO STATO

Come per Expo, dove spuntarono i professionisti della mazzetta Greganti-Frigerio, nel sistema della cosiddetta MAFIA CAPITALE spuntano nomi vecchi e nuovi della criminalità e dell'eversione di Stato. Uno su tutti Massimo Carminati soggetto di spicco della "BANDA DELLA MAGLIANA". Ma facciamo un passo indietro. In primo luogo bisogna dare atto che solo con una Procura della Repubblica di Roma guidata sapientemente dal Dott. Giuseppe Pignatone con Magistrati di grande esperienza come i sostituti Michele Prestipino (pool antindrangheta a Reggio Calabria), Luca Tescaroli (dal pool antimafia con Nino Di Matteo) e Paolo Ielo (pool Manipulite anni '90) si è potuto disvelare una situazione endemica in Roma acclarata e che per decenni era stata "sottovalutata"; per essere buoni. Perché la storia della banda della Magliana è antica quanto la sua presenza nei fatti più eclatanti della storia "sporca" della Repubblica. Per altro uno dei capi della banda, Enrico De Pedis, detto "Renatino", non si sa per quali sommi servigi resi al Vaticano è stato tumulato nella Basilica di sant'Apollinare dopo che era stato ammazzato per strada a Campo dei Fiori 2 febbraio del 1990.  http://it.wikipedia.org/wiki/Enrico_De_Pedis. Oltre agli elementi storici di valore artistico e religioso questo immobile era stato dato in affitto all'Opus Dei. Opus che ancora oggi è il cavout del Vaticano. Uomini della banda della Magliana sonoi killer del giornalista Mino Pecorelli http://it.wikipedia.org/wiki/Carmine_Pecorelli che fece conoscere al mondo la Loggia Massonica Propaganda 2 di Liceo Gelli, e i suoi rapporti con Giulio Andreotti e il potere politico di allora, per poter esercitare il controllo del sodalizio criminale nella nomina degli stati maggiori delle forze armate, dei servizi segreti etc. Tanto che uomini della banda della Magliana spuntano nella vicenda del sequestro e dell'uccisione del Presidente della DC Aldo Moro, nel sequestro e sparizione di Emanuela Orlandi. Questa banda aveva anche una propensione eversiva anche per il suo rapporto speciale con l'estrema destra romana golpista fatto non tanto e solo da quattro nostalgici capitolini, ma da soggetti che uccisero il Giudice Vittorio Occorsio http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Occorsio come Pierluigi Concutelli capo dei Nar nei quali militava Massimo Carminati.

Questi i fatti importanti hanno investito di un macabro prestigio la Banda della Magliana, struttura sempre avvolta e protetta dal quel romanticismo criminale che gli permise in tanti processi di non vedersi attribuire il reato di organizzazione mafiosa come previsto dal CP art 416bis.

Questo rapporto incestuoso fra mafia, politica, imprenditoria ed estrema destra era ed è il grumo di potere che ha fatto della Banda della Magliana una sorta di ambasciata delle mafie a Roma; tanto che Giuseppe Calò, il cassiere di "cosa nostra", si serviva dei canali della sodalizio criminale romano, per i suoi affari col vaticano e la finanza romana come emerso dalle inchieste e dal maxi processo di Palermo condotto da Giovanni Falcone e il suo pool. Tra gli arrestati di "MONDO DI MEZZO" figura Gennaro Mokbel un personaggio di spicco dell'eversione nera romana sempre in mezzo a fatti che vedono coinvolti personaggi sia della politica che della finanza romana http://www.ilfattoquotidiano.it/tag/gennaro-mokbel/.

Dunque chi scrive non si è stupito del fatto che a Roma c'era la presenza di questa organizzazione criminale. E' scandaloso invece che ci sono voluti 30 anni per attivare quell'opera di bonifica e di contrasto alle sue attività inconfessabili delle quali per decenni beneficiava la destra ma alle quali si è rivolta una sinistra che ha perso totalmente i valori della legalità, dell'onestà e della trasparenza. Dal sindaco di Roma e al ministro Poletti sono responsabili politicamente di queste "larghe intese" che al nord nelle grandi opere si spartiscono gli appalti fra le coop come CMC e quelle legate alla Compagnia delle Opere come Ventura spa allontanata da Expo per infiltrazione mafiosa. Per altro il conflitto nella Procura milanese, costruito ad arte, ha prodotto a differenza di Roma lo stop alle inchieste su Expo che vedono ancora molti personaggi di spicco della cupola lombarda ancora a piede libero.  Larghe intese che prima di essere politiche sono economiche e che avendo alla base gli affari poco concedono all'etica e alla morale in tempi dove i confini fra destra e sinistra non ci sono più; e la nella confusione ideologica generale la fanno da padroni solo le politiche securitarie, di austerità che fanno crescere le disparità sociali con i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, mettendo a rischio la coesione sociale nazionale. In questa deriva morale, nella quale i proventi di droga e prostituzione vanno a determinare il PIL, segmenti economici della politica e dell'economia si rivolgono alle mafie per stare sul marcato oppure per poter utilizzare l'immenso capitale di cui dispone.

PER QUESTO E' CORRETTO LO SLOGAN: FUORI LA MAFIA DALLO STATO. FUORI LO STATO DALLA MAFIA

admin, 6 dicembre 2014



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