Osservatorio Antimafie della Brianza*

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I GIOVANI HANNO BISOGNO DI EROI VIVI

mercoledì 8 gennaio 2014

BUCHI NERI DELLA BRIANZA CONNECTION


LOMBARDA PETROLI A VILLASANTA E POLO TECNOLOGICO DI DESIO UNITI DA UNO STRANO DESTINO. DUE DEVASTAZIONI E UNA SOLA REGIA?

I FATTI:

23 febbraio 2010, fuoriescono dai silos della Lombarda Petroli circa 2,4 tonnellate di oli minerali che in parte finiranno per inquinare il fiume Lambro.

4,5,6,7 maggio 2012, raid di più giorni nel Polo tecnologico della formazione a Desio. Distruzione sistematica di tutti gli arredi e anche degli impianti con danni per circa 300.000,00 euro.

LE COINCIDENZE:

Nella vicenda della Lombarda Petroli vi sono risvolti che vedono i costruttori Addamiano di Desio in trattativa con i Tagliabue, proprietari dell’area, su cui dovrebbe sorgere ECOCITY. Ma come noto, per vicende alterne, gli Addamiano non sono in grado di sostenere gli impegni presi preliminarmente tanto che una parte dell’area dove oggi sorgono dei capannoni torna nelle disponibilità dei Tagliabue.

Invece a Desio il Polo Tecnologico sta non solo fisicamente sotto la torre incompiuta, ma in un area che doveva essere degli Addamiano e che per tutta una serie di motivi è ritornata nelle grazie del Comune di Desio con sentenza del TAR della Lombardia del 23 dicembre scorso.


Dunque cambiano i soggetti (Lombarda petroli e Comune di Desio) ma siamo in presenza di contenziosi; contenziosi per milioni di euro che gli Addamiano attendono come il pane per le difficoltà note in cui versa il gruppo. Così questi “incidenti” non solo hanno origine dolosa ma secondo noi hanno la stessa regia. Una regia che voleva, con questi atti, mettere in sudditanza psicologica la controparte che, per quanto riguarda i Tagliabue, doveva avere l’obiettivo di abbassare le pretese vista la nuova situazione di area devastata; mentre per il Comune di Desio di intimorirlo a tal punto di non ricorrere ed opporsi alla denuncia che gli Addamiano avevano fatto contro l’Ente che, a loro dire, aveva violato i patti sulla destinazione d’uso dell’area del PTF.

Sempre sotto le feste di Natale la Commissione Tributaria Provinciale di Milano accoglie il ricorso dei Tagliabue che sono accusati di aver fatto sversare gli idrocarburi per nasconderne le reali quantità allo scopo di non pagare accise per 5 milioni di euro. La Commissione accogliendo il ricorso dei Tagliabue fa cadere il movente col quale sono stati rinviati a giudizio e per i quali sono sotto processo; ma giunti a questo punto si ripropone l’interrogativo: chi ha motivato la mano che ha fatto sversare gli idrocarburi quella notte tra il 22 e il 23 febbraio a Villasanta?

Chi ha ispirato e organizzato per quattro lunghi giorni, ed in maniera sistematica, la distruzione del PTF di Desio?

Noi crediamo che in questa torbida vicenda ci sono tutti gli ingredienti che fanno apparire quello che non è, mentre nelle pieghe sia delle sentenze TAR e della Commissione Tributaria, ma anche di alcune inchieste che vedono coinvolti i vertici di Brianzacque e Sangalli soggetti che hanno beneficiato del disastro della Lombarda Petroli, si possano provare a trovare delle risposte.

Ma quello che anima l’ardore dietologico di chi scrive: perché nel pieno del disastro a Villasanta l’allora Assessore Massimo Ponzoni, intercettato nell’inchiesta per al quale è sotto processo si spinge a tanto cosi che il GIP che lo fa arrestare scrive: “Valga ad esempio quanta riportato dalla GdF circa le conversazioni intercorse tra Ponzoni e l'imprenditore Addamiano, il quale, gia il giomo dopo il disastro ambientale della Lombarda Petroli a Villasanta, contattato da Ponzoni - assessore regionale all'ambiente - il quale voleva informarlo della sua ricandidatura, lo sollecitava a un urgente incontro per decidere le aziende che avrebbero dovuto occuparsi della bonifica del sito. In altre conversazioni, Ponzoni dichiarava all'imprenditore : "Tu chiami , io corro", '' io faccio come dici tu".

Come tutti sanno in Lombardia il monopolio delle imprese del movimento terra per le bonifiche sono imprese legate alla ndrangheta. Nulla vieta pensare che il commandos o i commandos che hanno devastato con questa cieca violenza e senza rispetto per l’ambiente possano provenire dalle file di questa organizzazione criminale che la sta facendo da padrona in Brianza.



Nb:
sia la società Addamiano che i suoi soci non sono sottoposti a nessun provvedimento di natura giudiziaria e amministrativa.



Admin, 9 gennaio 2014

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