Osservatorio Antimafie della Brianza*

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I GIOVANI HANNO BISOGNO DI EROI VIVI

giovedì 31 ottobre 2013

VIMERCATESE: ANTIMAFIA ANNO ZERO

L'AUTOGOL DELLA POLITICA DI VIMERCATE

C'era una volta un processo che vedeva coinvolti due gruppi malavitosi che sino ad ora invece di spararsi si sono denunciati. E'la storia dello scontro tra gli affari della famiglia Miriadi e quelli del costruttore Malaspina. Nello storico dei due sodalizzi i capostipite uno nel 1990 viene ucciso a Vimercate per strada: Assunto Miriadi. L'altro, Giuseppe Malaspina, non è uno stinco di santo: leggi: http://www.infonodo.org/node/36571 condannato a 14 anni di carcere per l'omicidio di Giuseppe Zampaglione il 21 maggio 1972, a Muggiò.

Come tutti i sodalizi criminogeni sono gli affari i binari su cui corrono relazioni e soldi. Per i Miriadi appare chiaro che in qualche maniera intendono far prevalere e segnare nel territorio la supremazia sui Malaspina e così cercano di entrare in affari coi Malaspina. Ma i Malaspina hanno già nell'organizzazione aziendale Bartolomeo Foti e Vincenzo Cotroneo. Foti e Cotroneo fanno parte della locale di 'ndrangheta di Desio condannati nella sentenza "Infinito". Foti parteciperà al pestaggio di un autotrasportatore che vantava un credito da Pio Candeloro boss della locale di Desio; storia raccontata per intero nel libro SCACCO ALLA 'NDRANGHETA.
Così Malaspina respinge le offerte dei Miriadi, per questo riceve minacce e si pone in essere un tentativo di sequestro del fratello Carlo nel novembre del 2011.  Ma che ci fanno questi della locale di Desio nell'impresa Malaspina? I maligni sostengono che ci stanno come Strangio stava nella Perego Strade (inchiesta Tenacia e condanne unificate a Inifinito), quali garanti per eventuali investimenti fatti dalla Santa nel vimercatese.
Sino all'udienza del 19 ottobre tutto questo non sfiorava minimamente la politica e per certi versi la zona del vimercatese era identificabile come un area dove era presente l'organizzazione criminale ma per motivi di convenienza teneva un profilo basso per non attirare gli attenzionamenti delle forze dell'ordine e della Magistratura. Cosa succede che invece attirerà l'attenzione degli inquirenti nell'inchiesta? Una pratica di cambio di destinazione d'uso, presso l'ufficio edilizia privata del comune di Vimercate, riguardante un'area in via Principato a Vimercate. Secondo la Procura c'è stato il tentativo d’estorsione perché il gruppo dei Miriadi ha cercato con la violenza di fare suo il terreno quando questo diventa edificabile e aumenta il suo valore. Dal canto suo Malaspina nell'interrogatorio sosterrà che in Comune aveva una spia che lo aggiornava sull'iter della pratica PRINCIPATO. Da queste e da altre circostanze ( vedi:http://www.infonodo.org/node/38570) e dalla deposizione di un funzionario della DDA di Milano Carlo Vangi,  il PM Musso trae delle conclusioni e rivolgendosi alla Corte dice con estrema chiarezza che a fronte di una pervasiva presenza dei sodalizio affarsitico/criminale per il quale chiede l'aggravante del "metodo mafioso" sostiene che per la concausa di eventi, e cioè la pratica PRINCIPATO ferma in comune e una lettera mandanta dall'ex vice sindaco di vimercate, all'epoca dei fatti e oggi parlamentare del PD Roberto Rampi, vi sia stato "CONDIZIONAMENTO AMBIENTALE" dell'azione amministrativa.  Nella missiva il parlamentare segnalava che il PD annoverava fra le sue fila Lara Girasole sorella di Mario Girasole anch'egli arrestato insieme ai fratelli Miriadi e sotto processo. Dato che negli archivi dei Carabinieri vi sono parecchie informative sui Miriadi e Malaspina questi inoltrano alla DDA la lettera di Rampi. Così per fornire la motivazione del capo d'accusa "del metodo mafioso", che spesso i PM usano in queste circostanze, e cioè il "raggiungimento del proprio scopo attraverso l'uso della violenza", collocherebbe l'amministrazione comunale come parte lesa e per la quale più che scrivere missive e mandare in onda una malposta "indignazione" avrebbe dovuto indurre gli amministratori di Vimercate alla prudenza ed eventualmete costitursi parte civile in tempi meno sospetti, visto che erano conoscenza delle indagini.
Per questo non si capisce il senso di una manifestazione contro la stampa e indiriettamente contro un Magistrato che è stato pure minacciato dai familiari degli imputati. Manifestazione che indica preoccupantemente che nel vimercatese l'Antimafia è ancora all'anno zero.

admin, 1 novembre 2013

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