Osservatorio Antimafie della Brianza*

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I GIOVANI HANNO BISOGNO DI EROI VIVI

giovedì 20 dicembre 2012

NON LASCIAMO SOLO GIANNI CAPONE

«In Brianza c'è il pizzo»: negoziante di Cesano denuncia i suoi aguzzini


Gianni Capone, storico commerciante di Cesano Maderno, ha deciso di rompere il muro del silenzio e di denunciare gli aguzzini che gli hanno reso la vita impossibile. Lui ha detto no. E' stato un gesto decisamente controcorrente quello di Gianni Capone. Cinquant'anni, storico commerciante di abbigliamento di Cesano Maderno, ha trovato la forza di reagire a chi voleva soldi senza fare nulla.

Orgoglio, rabbia, ma anche la voglia di reagire contro la prepotenza e le minacce. «Non è stata una decisione facile - ha raccontato il negoziante che da sempre vive nella città dei Borromeo -. Riesco a capire chi cede al ricatto e paga, pur di garantirsi il quieto vivere e di non vedere la propria famiglia minacciata. Ti colpiscono negli affetti più profondi e arrivano a farti minacce di morte. Oppure ti fanno capire che potrebbero porre fine a un'attività per la quale hai faticato una vita».
Capone invece ha trovato in se stesso e nella dignità della professione di commerciante la forza di dire basta. Non solo: ha preso il coraggio a due mani e ha deciso anche di rendere pubblico il suo caso. Un atteggiamento - anche in questo caso - assai raro. Di pizzo e di taglie ai negozi nessuno vuole mai parlare. E tra i commercianti è un coro di «mai avuto minacce in vita mia».
Invece, Gianni Capone ha voluto parlare chiaro e senza peli sulla lingua: «Esiste il pizzo. Anche in Brianza, anche a Cesano Maderno, altro che no». E lo ha detto quasi con rabbia, parafrasando le parole del famoso rocker Vasco Rossi. Un gesto che ha fatto rumore anche perché Capone è un negoziante molto noto in città. Nel commercio da una vita, ha gestito un ristorante e ora da alcuni anni ha un negozio di abiti molto quotato nel centro storico di Cesano Maderno.
Il calvario è iniziato nel settembre scorso. In un giorno che Capone non riuscirà più a dimenticare: «E' entrato un uomo dall'aspetto distinto, ma inequivocabile. Con un pesante vernacolo meridionale, mi ha detto senza troppi giri di parole: «Paga, oppure sarà peggio per te». Da quel momento, la vita del 50enne si è tramutata in un inferno: dispetti, minacce, attentati al negozio. La sensazione di non essere più al sicuro, neppure in casa propria. Il timore di perdere il negozio, o peggio il terrore che qualcuno possa fare del male alla sua famiglia.
Dopo una vetrina rotta e una zampa di gallina morta ritrovata nella buca delle lettere, la minaccia che ha spinto Capone a reagire: «Ti apriamo in due lo stomaco». Troppo, per continuare a stare zitto. Così, l'uomo ha deciso di rivolgersi ai carabinieri di Desio e di denunciare i suoi aguzzini.

da MonzaToday

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