Osservatorio Antimafie della Brianza*

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I GIOVANI HANNO BISOGNO DI EROI VIVI

venerdì 17 febbraio 2012

20 ANNI DA MANI PULITE

LA NOTTE DELLA PRIMA REPUBBLICA.

Molti cronisti si affrettarono a scrivere che sotto i colpi delle inchieste di Tangentopoli veniva seppellita la prima Repubblica per lasciare il posto ad una non ben definita seconda. Il risultato è che, quei pochi che nutrirono seri dubbi su quel passaggio ritenuto epocale, avevano ragione. Davanti alle inchieste che attraversano tutto il paese da destra a sinistra, la cosiddetta seconda Repubblica null’altro è che la coda putrescente della prima. Già all0ra l’affermazione delle Lega Nord e l’entrata di Berlusconi in politica nel 94 segnarono la continuità peggiore col vecchio sistema affaristico che ruotava intorno alla DC e al PSI. Inoltre la graduale devastazione del sistema democratico; la disgregazione dei poteri locali e le bizzarre alchimie del cosiddetto “sistema bipolare” hanno messo la parola fine su quei principi che stanno scritti nella nostra Carta Costituzionale; dal sistema proporzionale “una testa, un voto” al bipolarismo; dal sistema delle autonomie locali, al centralismo delle Regioni e dello Stato. In questo quadro emergono, già alla fine degli anni 90, inchieste che segnalano come la musica non era cambiata nonostante fossero stati cambiati i suonatori. Ma la degenerazione della prima Repubblica spinge il sistema politico a barricarsi dietro il bipolarismo per intruppare tutta la politica dietro la filosofia delle alleanze, e queste funzionali esclusivamente al governo. Tutto il sistema politico, anche quello a Sinistra, veniva attraversato da questa ubriacatura e tutte le volte che qualche pezzo dei Partiti si ribellava a questo sistema subiva a sua volta delle scissioni. A farne le spese su tutti fu Rifondazione Comunista, (scissione del 98 con Cossutta e quella del 2009 di Vendola), ma anche le continue diaspore verso destra mentre il PCI diventava prima PDS, poi DS e ora PD lo testimoniano. E così piano piano contano sempre di più gli apparati nella formazione delle linee politiche e nella selezione del personale politico. Personale selezionato non su base di competenze ma di fedeltà al capo o su base correntizia. Con le varie riforme elettorali, anche bipartisan (prima del porcellum), danno sempre più potere di rappresentanza al singolo parlamentare e non a chi lo ha eletto. Risultato che anche deputati e senatori rispondono solo al capo ed esclusivamente su base dell’obbedienza e non della professionalità. Appare evidente a questo punto che la “questione morale” diviene un fatto marginale e di fronte alle alleanze coatte inizia il balletto dei cambi di casacca. Paradossalmente il bipolarismo ha alimentato proprio il proliferare di gruppi parlamentari che in questa legislatura da 16 che ne erano, all’inizio della legislatura, oggi dovrebbero essere attorno alla trentina. E così via nei consigli comunali. Il campionato dei “voltagabbana” lo vince il consiglio comunale di Monza. Appena eletti due consiglieri dall’opposizione passano alla maggioranza. Poi alcuni di questi passano all’UDC perché nel frattempo quelli dell’UDC avevano cambiato casacca ma non schieramento. Nel mentre altri consiglieri escono dal PDL e formano altri gruppi consiliari. Un consiglio comunale completamente rivoluzionato dove il Sindaco partito con una maggioranza di 26 consiglieri contro 14 si ritrova senza maggioranza o per le diaspore o per le inchieste che hanno inibito il consigliere che col suo voto ha permesso di votare una variante urbanistica degna del peggior “sacco di Palermo”. Da tempo si è scoperta in Brianza e a Monza una “cupola” di personaggi della politica che spadroneggiano, in lungo e in largo, nei vari uffici urbanistica dei comuni brianzoli e che riescono a collocare gli uomini giusti in quelle aziende “partecipate” (pubbliche) che guarda caso gestiscono i servizi come acqua, trasporti e rifiuti. Tutto gratis? Tutto secondo la normativa? No! Tutto in maniera illegale corrompendo a destra e a manca per governare indisturbati questi processi nei quali i consigli comunali e provinciali, sono ridotti ad autentiche rappresentazioni di cabaret. L’ultima in ordine di tempo è la sceneggiata sul PGTP votato in Provincia. Campagna mediatica del presidente pidiellino (che non si accorge di niente) Allevi che strombazza a quattro venti che è stato varato un PGTP che difenderebbe il consumo di territorio. Salvo poi esprimere parere favorevole al PGT di Monza che farà colare 4 milioni di metri cui di cemento rubandosi un quinto della città. Cosa è successo? Sia sul PGTP della Provincia che quello di Monza, c’è l’ombra dell’ex assessore Antonino Brambilla finito in manette per la “cricca Ponzoni”. Dunque la differenza fra la prima e la seconda repubblica è che nella prima rubavano per il partito e nella seconda rubano per se. Non mi pare ci sia quella discontinuità per affermare due momenti distinti della Repubblica. Invece pare essere lo sfascio della Repubblica nata dalla Resistenza per fare posto alla Repubblica dei clan e delle lobby di partito e non. Ovviamente tutto in maniera bipartisan. Oggi ai gruppi dirigenti dei partiti tutti chiedono di fare politica, quando gran parte di essi sono corrotti e collusi col sistema degenerato e marcio della prima repubblica. Davanti a tanto scempio non rimane che invocare: PARTIGIANI DOVE SIETE???

admin, 17 febbraio 2012

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