Osservatorio Antimafie della Brianza*

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I GIOVANI HANNO BISOGNO DI EROI VIVI

mercoledì 18 gennaio 2012

DURO COLPO ALLA PIOVRA POLITICA IN BRIANZA

ARRESTATI PONZONI, PERRI E BRAMBILLA INSIEME AD UNA VENTINA DI COMPLICI NEL SODALIZIO CRIMINALE.
Amici degli amici, parenti, professionisti. Indagati pure un carabiniere a Seregno e un agente della Polizia Locale di Monza presso il Tribunale.

Dopo la chiusura dell'inchiesta sulle mancate bonifiche a Santa Giulia di Rogoredo e alla Sisas di Pioltello; e dopo la morte (?) di Giuseppe Grossi (titolare della SADI srl, società alla quale erano stati versati milioni di euro da parte della regione Lombardia) e il patteggiamento di Rosanna Gariboldi (socia di Grossi in Sadi), rimanevano aperte alcune inchieste per le quali le Procure di Monza e Milano hanno collaborato strettamente. Vista l'esperienza positiva della collaborazione per l'operazione Infinito, gli inquirenti hanno voluto vederci chiaro sulla catena di fallimenti che colpivano le società facenti capo a soggetti politici definiti a pag 142 dell'Operazione Tenacia: "Ciò a dire che Ponzoni fa parte del capitale sociale della organizzazione indipendentemente e da prima dell’ingresso di Perego e delle sue relazioni."

Quando il GIP Dott. Gennari scrive l'ordinanza di custodia cautelare per Perego e Strangio, correva il 6 luglio 2010; una settimana dopo più di trecento persone finiscono in manette nella più grande operazione anti ndrangheta della storia l'operazione Infinito. Centottanta in Lombardia di cui una cinquantina nella Brianza lecchese e quella milanese.

Gli inquirenti analizzando i bilanci delle società facenti capo a Ponzoni si sono accorti che vi erano relazioni economiche fra la Sadi SRL di Grossi, tent'è che Ponzoni viene chiamato in tribunale a Milano come persona informata dei fatti e a Monza finisce sotto inchiesta per corruzione e banca rotta, per i fallimenti non solo della Tulipano SRL ma anche per Mais srl che dovrebbe essere lo scrigno della "famiglia" Ponzoni. Perchè gli inquirenti sono interessati al fallimento di queste società? Perchè nei vari incroci contabili le strade che hanno preso le tangenti girate da Grossi e Gariboldi ai politici in regione lombardia, una parte di queste sono finite proprio in Tulipano e secondo chi scrive anche in altre società di comodo, per altro oggetto di inchieste aperte. Queste mazzette sono servite per alimentare il sofisticato sistema di corruzione che partendo dall'assessorato all'Ambiente della regione Lombardia, del quale Ponzoni era titolare sino alla precedente legislatura, si irradiava poi nel territorio brianzolo. Se si pensa che Antonino Brambilla è il soggetto che ha fatto stendere il Piano di Governo del Territorio della Provincia di Monza e Brianza, si capisce la funzione di questo "indegno" funzionario dello Stato.

Sembra quasi che tutti gli uomini della piovra fossero al loro posto per fornire coperture politiche alla ripulitura e alla ricircollazione di montagne di denaro per costruire strade inutili, centri commerciali e/o outlet; oppure cementificare il poco verde rimasto al solo scopo di fare denaro per lor signori. Con questo denaro pulito i colletti bianchi della ndrangheta si presenterebbero alle gare d'appalto con le offerte al massimo ribasso (da Expo alla Villa Reale di Monza) e così facendo allargano il loro raggio degli affari diventando il Lombardia una vera potenza economica, con la quale la politica deve farci i conti e così via.

Dal verminaio delle bonifiche, delle autostrade e delle discariche in Lombardia si è scoperchiato un sistema di corrutela che ha coinvolto anche un pezzo di quell'opposizione al Formigoni System (del quale Ponzoni, insieme agli uomini della Compagnia delle opere sono la spina dorsale insieme ad altri soggetti tutti coinvolti a vario titolo come gli ex assessori Pozzi e Buscemi) come Filippo Penati e il suo gruppo di potere che ha gestito sia gli affari in provincia di Milano, quando era presidente, e ancor prima quando faceva il sindaco a Sesto San Giovanni.

La vicenda della Tulipano srl è solo l'antipasto di una serie di inchieste che riserveranno ancora sorprese. Non è nemmeno escluso che in Brianza possa accadere qualcosa di significativo sotto il profilo dei messaggi che la ndrangheta vorrà dare per ribadire e/o punire chi non ha saputo tutelare i suio perversi interessi.

IN QUESTI GIORNI LA BRIANZA ONESTA E PULITA COGLIE UN IMPORTANTE RISULTATO DOPO LA BONIFICA DI DESIO. RISULTATO DEL QUALE DOBBIAMO ESSERE GRATI ALLA MAGISTRATURA E AL FORZE DI POLIZIA GIUDIZIARIA CHE LAVORANO SPESSO IN CONDIZIONI DIFFICILI, CON SCARSITA' DI MEZZI E CON PARTE DELLA POLITICA NAZIONALE E REGIONALE CHE REMA CONTRO

admin, 18 gennaio 2012

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