Osservatorio Antimafie della Brianza*

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I GIOVANI HANNO BISOGNO DI EROI VIVI

giovedì 15 dicembre 2011

ADESSO PER NON FARE LA PEDEMONTANA CI VUOLE IL MORTO???

Tangenti per Penati dall’ex assessore del Pci

Carlo Tavernari, figura storica del Pci mantovano, è indagato nell'ambito dell'inchiesta per le tangenti a Filippo Penati. Tavernari, 63 anni, originario di Marmirolo, assessore alla cultura in Provincia nella giunta Lotti degli anni Ottanta, oggi è collaboratore dell’area commerciale dell'azienda veronese Girpa. La Procura di Monza, che sta indagando sulle presunte mazzette del sistema Sesto, lo accusa di aver versato all'architetto Renato Sarno, uomo di fiducia dell'ex presidente della Provincia di Milano, e considerato il "collettore" delle tangenti, duecentomila euro per il progetto esecutivo della Pedemontana. Una mazzetta che sarebbe andata a rimpinguare il malloppo di un milione e 400mila euro che secondo gli inquirenti Penati avrebbe incassato in due anni.
Il teorema della Procura è che la costruzione della Milano Serravalle funzionasse come bancomat per la politica: l'acquisizione dell’affare da parte della Provincia avrebbe consentito di gestire un’infinità di affari, che avrebbero comportato il pagamento non di un’unica maxitangente, ma di una serie di mazzette da parte delle società che si aggiudicavano gli appalti. Tangenti che tramite l'architetto Sarno, compagno fidato di Penati, sarebbero anche state destinate all'ex presidente della Provincia di Milano per finanziare la sua attività politica. È questa l'ipotesi di fondo su cui stanno lavorando i pm di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia, titolari dell'indagine sul sistema Sesto da cui sono nati una serie di filoni. Tra questi quello sul caso Milano-Serravalle al centro delle perquisizioni della Guardia di Finanza.
L’accelerazione della procura sul “sistema Sesto” è scattata proprio da un file spuntato sul pc di Sarno sul quale compaiono una serie di cifre con a fianco nomi o scritte: si va da Claudia 46mila e Franco 54mila, (rispettivamente Cugola e Maggi, ex segretaria ed ex portavoce di Penati, indagati per ricettazione), ai 458mila 697 attribuiti a Sina, la società del gruppo Gavio che per l’accusa avrebbe conferito a Sarno consulenze per 3,2 milioni di euro, parte dei quali, almeno questo è il sospetto, sarebbero stati sovraffatturati. In più, nella tabella viene riportata la voce “costituzione Associazione” con vicino una cifra con qualche migliaia di euro e anche il totale dei soldi raccolti: un milione e 398mila euro “tramite Renato”.
Il nome di Tavernari, come scrivono i Pm monzesi, risulta indicato proprio nei prospetti su supporto informatico sequestrati all’architetto Sarno. I documenti fanno riferimento a pagamenti avvenuti “in via riservata”.
Inoltre Tavernari ha in uso un’utenza telefonica intestata alla Girpa, di cui è collaboratore retribuito, la società che ha eseguito la progettazione definitiva per conto di Pedemontana Lombarda e Tem.
Da qui è scattata la perquisizione negli uffici veronesi della Girpa e nell’abitazione mantovana di via Acerbi dove Carlo Tavernari vive dopo essersi trasferito da Goito. Le Fiamme Gialle hanno cercato scritture private, documenti contabili e bancari legati ai rapporti tra Tavernari e Girpa con Milano Serravalle. Tavernari, ex consulente di Unieco, era stato coinvolto, e poi assolto, nell’inchiesta sugli appalti miliardari per la ricostruzione della Valtellina dopo l’alluvione, ed era stato sentito come testimone nel processo a Giovanni Mauro, l’ex presidente della Provincia di Ragusa e deputato nazionale di Forza Italia accusato di corruzione

di Rossella Canadè
dalla Gazzetta di Mantova
15 dicembre 2011

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