Osservatorio Antimafie della Brianza*

Osservatorio Antimafie della Brianza*
I GIOVANI HANNO BISOGNO DI EROI VIVI

martedì 19 aprile 2011

LO AVEVAMO ANTICIPATO ED E' SUCCESSO

COMUNICATO ALLA STAMPA CITTADINA DI MONZA

INOPPORTUNA E FRETTOLOSA ASSEGNAZIONE AFFIDO DEI LAVORI DI RESTAURO DELLA VILLA REALE A ITALIANA COSTRUZIONI.

L’avevamo annunciato che il BANDO DI AFFIDO dei lavori di restauro della Villa Reale era solo lo specchietto per le allodole, la veste formale, al fine di affidare a ITALIANA COSTRUZIONI la concessione per anni del monumento Piermariniano. Italiana Costruzioni è una società che ormai lavora in una “joint-venture” non scritta con Infrastrutture Lombarde. Questo sodalizio lo abbiamo visto in azione per la costruzione dell’Ospedale Sant’Anna di Como, oppure per il cantiere del nuovo palazzo della Provincia di Monza e Brianza.

Eppure un dirigente di ITALIANA COSTRUZIONI è stato colto in una intercettazione telefonica (non indagato) che conversa amabilmente con Ivano Perego, arrestato nell’inchiesta Tenacia della DDA di Milano relativa alle imprese di scavo e movimento terra legate alla ndrangheta.

Ecco il testo integrale dell’intercettazione riportato nel dispositivo di custodia cautelare per Perego, Strangio ed altri:
(…) …PEREGO contatta RONCON Egidio Cesare, dirigente della “ITALIANA COSTRUZIONI”: i due
discorrono dei lavori di scavo178 che il primo sta compiendo a Monza, nell’area adiacente a quella dove
da poco l’”ITALIANA COSTRUZIONI” si é aggiudicata l’appalto per la realizzazione del nuovo “Polo
Istituzionale della Provincia Monza - Brianza”.
In particolare, RONCON informa PEREGO che si tratta di terre e rocce da scavo di buona qualità, così
come attestato anche dalle analisi compiute dall’ARPA.
Incalzato dal suo interlocutore, PEREGO conferma che, durante le varie fasi di asportazione del
materiale di risulta, le sue macchine operatrici sono solite sconfinare nel lotto di terreno di
competenza dell’”ITALIANA COSTRUZIONI”. A tal uopo, lo stesso s’impegna a far sgomberare alcuni
cumuli di terra in eccedenza, nonché a procedere alla recinzione dell’area di cantiere.

Dunque in una Regione e in un Comune democratici e trasparenti probabilmente si sarebbe fermato il meccanismo di assegnazione in attesa degli sviluppi o si sarebbe bloccato il bando sine die. Invece si tira dritto col beneplacito di una amministrazione comunale con a capo un sindaco che fa il portinaio (con tutto rispetto per la nobile categoria) invece di essere il presidente del Consorzio Parco e Villa.
Anche per questo appare sconcertante l’esito del voto 21 a 19 in Consiglio Comunale dove ai soliti gioppini della politica monzese, si sono aggiunti voti “indecenti” e così facendo è stata respinta una proposta di buon senso: bloccare il bando. Giunti a questo punto sorge spontanea una domanda: quando inizierà il contrasto della politica monzese all’infiltrazione delle mafie nella terza città della Lombardia?

Marco Fraceti
Osservatorio Antimafie di Monza e Brianza “Peppino Impastato”

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