Osservatorio Antimafie della Brianza*

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I GIOVANI HANNO BISOGNO DI EROI VIVI

domenica 31 ottobre 2010

ALLA PRIMA USCITA DI CERIOLI , IL NEO PRESIDENTE DELLA CONFINDUSTRIA BRIANZOLA, STECCA CLAMOROSAMENTE.

Lunedì 25 ottobre scorso in Autodromo c’è stato il raduno dei poteri forti brianzoli con due ministri e il sindaco di Monza Paolo Romani. Davanti ad Angelino “jolie” Alfano e "bunga bunga" Maroni, Cerioli ha spiegato cosa si deve fare per rilanciare l’economia brianzola: PROCESSI BREVI E LOTTA ALLA CONTRAFFAZIONE “. Per il capo degli industriali brianzoli ci vuole poco per uscire dal pantano in cui versa la Brianza. Così sia il ministro di “disgrazia e ingiustizia” e quello “della padania” hanno sottolineato che proprio in quel senso stanno andando tutte le iniziative del governo. Mai come ora c’è stata sintonia fra un governo e la confindustria brianzola. Come sempre se la cantano e se la suonano tra loro ben sapendo che il problema sta da altre parti. Così non una parola sulla paralisi del Tribunale di Monza per mancanza di risorse e mezzi, nonché il continuo tentativo di delegittimarne l’azione giurisdizionale della Magistratura da parte del governo. Non una parola sugli imprenditori corrotti e collusi, piuttosto che quelli omertosi che non denunciano i loro estorsori. Non una parola sul fatto che le forze dell’ordine non hanno tutti gli strumenti, dal personale, alle risorse e mezzi per condurre una GUERRA alle “locali” brianzole della ‘ndrangheta. Non una parola su un progetto industriale per la Brianza ma il solito piagnisteo di non vedere risorse dislocate nel nostro territorio. Ma in questo caso il Sindaco di Monza Paolo Romani, un po’ sottosegretario, un po’ ministro del tutto un po’, provvederà alla bisogna. Va da se nemmeno una parola di Cerioli sul fatto che la “politica”, anche quella brianzola, viene ritenuta, nell’ambito delle inchieste “INFINITO” e “CRIMINE”, il “capitale sociale della criminalità”. Dunque questi silenzi, queste omissioni e questa omertà del presidente Cerioli non faranno altro che alimentare quel clima di paura fra gli imprenditori che staranno ben attenti ad andare a denunciare i loro estorsori e taglieggiatori. Se i poteri forti brianzoli dovevano lanciare un segnale rassicurante alla criminalità ci sono riusciti. Del resto l’ex presidente degli industriali, Valli, è diventato presidente dell’ACI senza nemmeno pagare la tessera e con elezioni in tipico stile bulgaro. Dunque la confindustria brianzola viaggia nel solco della continuità e della contiguità.

Admin, domenica, 31 ottobre 2010

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