Osservatorio Antimafie della Brianza*

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giovedì 5 agosto 2010

Monza, denuncia dell'on. Napoli:«Mancano i nomi dei politici: qualcuno vuole nasconderli»

August 5, 2010

da Il Giorno

di Dario Crippa

«MANCANO I POLITICI. La ’ndrangheta si appoggiava a esponenti del mondo politico i cui nomi e i cui reati non sono ancora emersi e che aiutavano le cosche a inserirsi nel tessuto sociale ed economico della Lombardia e della Brianza. Purtroppo, c’è chi si è messo in mezzo e sta tentando di impedire che questi filoni di inchiesta vengano portati alla luce». L’onorevole Angela Napoli usa parole pesanti come macigni. E mette insieme quanto emerso «leggendo» in un crescendo quanto delineato dalle inchieste Meta, della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, e Crimine. Non solo, ci sono soprattutto le quattromila pagine di informativa scritte dai carabinieri del Gruppo di Monza e finite sui tavoli delle Direzione distrettuale antimafia di Milano.
L'ONOREVOLE Napoli è inquieta: «Nelle carte in mano al procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Milano Ilda Boccassini c’è tutto, emergono personaggi politici calabresi coinvolti anche nelle ultime elezioni regionali». Proprio l’altro giorno, il 3 agosto, l’onorevole Napoli ha emesso un comunicato molto significativo a questo proposito. Lo ha intitolato: «Individuare le collusioni dei Consigli di Lombardia e Calabria». Vale davvero la pena di leggerlo integralmente: «Il Vice Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, on. Fabio Granata, oggi ha ricordato che il rispetto del codice etico da parte dei candidati e degli eletti alle ultime elezioni regionali è all’esame della Commissione e che, nonostante la lentezza di informativa da parte dei Prefetti, verrà relazionato al Parlamento. Le notizie che trapelano sono preoccupanti e coinvolgono le regioni meridionali, ma anche la Lombardia e la Liguria, dove, persino le ultime inchieste giudiziarie, fanno emergere le collusioni tra ‘ndrangheta e livelli verticistici della politica. Per quanto riguarda la Calabria personalmente non sono assolutamente meravigliata, giacché, ancor prima della predisposizione delle liste elettorali avevo fatto pubbliche denunzie, sulle quali la Magistratura non avrà mancato di effettuare i doverosi ed ineludibili accertamenti investigativi». E aggiunge: «Le mie denunzie, d’altra parte, hanno trovato ampia corrispondenza con i contenuti e le chiare acquisizioni nell’ambito delle inchieste denominate “Meta” e “Crimine”, che consegnano uno spaccato di collusioni gravissime che dimostrerebbero il diretto coinvolgimento di esponenti mafiosi nei consessi elettivi di Lombardia e Calabria. La Procura di Milano non mancherà di scandagliare tutti gli aspetti di una vicenda torbida contribuendo in tal modo alle decisioni della Procura reggina».
CHIARISCE ancora meglio ora la parlamentare: «Nelle intercettazioni si fa riferimento ad altissimi vertici della politica calabrese: nel corso della campagna elettorale sarebbero venuti in Lombardia a Milano per incontrare personaggi legati alla ’ndrangheta cui presentare alcuni candidati alle imminenti elezioni su cui far confluire i voti. I settori su cui occorre ancora scavare sono quelli della sanità, del traffico di rifiuti e del movimento terra, in cui sono emersi collegamenti importanti fra mondo politico, imprenditoria e criminalità organizzata. Qualcuno ora sta tentando di bloccare questi filoni, ma confido nel procuratore Boccassini: so che si tratta di una persona che non si fermerà».

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