Osservatorio Antimafie della Brianza*

Osservatorio Antimafie della Brianza*
I GIOVANI HANNO BISOGNO DI EROI VIVI

sabato 21 agosto 2010

La 'ndrangheta in Brianza, nella tana del Bianconiglio

da Infonodo.org


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E' iniziata come un'estate rovente dal punto di vista giudiziario, ma spostandosi in internet o in auto da un consiglio comunale all'altro è continuata come un'estate molto tiepidaNonostante l'inchiesta della magistratura abbia svelato il profondo radicamento della 'ndrangheta in Brianza, con la più grossa operazione antimafia degli ultimi anni in Lombardia, le discussioni nei vari consigli comunali dei paesi coinvolti si sono rilevate molto prudenti.Consiglio comunale " flaccido a Giussano"," silenzioso e burocratico a Bollate", " deserto a Desio", "da dimenticare a Paderno Dugnano". A Limbiate e Solaro consiglio comunale non pervenuto: non sono stati ancora convocati.
A Cesano Maderno la sindachessa leghista Marina Romanò ha pensato bene di secretare la seduta del consiglio comunale, facendo uscire gli spettatori presenti, al momento di fare i nomi in aula. I nomi che non si potevano fare pubblicamente erano quelli di Edoardo Sgrò, presentatosi alle ultime elezioni nelle file del Pdl e arrestato nell'ambito dell'inchiesta Infinito e Annunziato Moscato, imprenditore edile, già consigliere del Psi a Cesano anch'egli arrestato.Da il Giornale di Desio di ieri si può leggere questa dichiarazione di Marina Romanò, a proposito della presenza della 'ndrangheta a Cesano Maderno : “Da quando sono stata eletta un anno fa, che lancio continuamente segnali”. Di quali segnali parla gli chiede il giornalista, “Erano segnali e basta, non voglio aggiungere altro”.C'è da restare a bocca aperta per l'atteggiamento di questi amministratori locali che suggestionati dagli eventi iniziano a parlare come personaggi del film Il Padrino.Che segnali avrebbe pubblicamente lanciato la Romanò? Nessuno li ha visti, nessuno se ne è accorto.La Romanò, forse, parla con il linguaggio dei fiori o con quello dei colori, peccato non conoscerli, ci siamo persi le coraggiose prese di posizione della Romanò contro la 'ndrangheta.
A Seregno l'opposizione, per bocca del cauto Amati, ha prodotto un giro di parole e allusioni più o meno indecifrabili su politici definiti dagli inquirenti “capitale sociale della 'ndrangheta” (n.d.r. Massimo Ponzoni), ma gli unici nomi che è riuscita a proferire sono quelli di Batman e Jocker. Secondo il rappresentante del Pd di Seregno, infatti, la lotta contro la mafia si dovrebbe fare iniziando dall'educazione dei giovani che sarebbero però più affascinati dalla figura di Jocker che da quella di Batman.Nessuna parola, invece, sulla ventina di auto date alle fiamme negli ultimi anni. Incendi fatti tutti con le stesse modalità ai danni di vetture di commercianti e imprenditori di Seregno (n.d.r. ne avevamo scritto un paio di anni fa, facendo esplicito riferimento a modi di intimidazione mafiosa).
Schiaffi, pugni e botte sulla rude razza padana
Naturalmente nessuno dei proprietari delle auto, a parte una generica denuncia contro ignoti, ha denunciato pressioni, minacce, estorsioni. Sono bruciate le auto è finita lì.Adesso la Bocassini ha iniziato ad arrestare anche gli imprenditori usurati e preda del racket che non collaborano con la magistratura (leggi articolo).Vedremo se questa fatto darà coraggio agli imprenditori lombardi tosati a dovere da quattro “pecorai” , come un 'ndraghetista definisce in un'intercettazione i suoi compari.Strana, comunque, questa rude razza lombarda che ruggisce come un leone contro immigrati, zingari e graffitari ma pigola come un pulcino bagnato contro la 'ndrangheta.
Da un'intercettazione: “ho paura di te zio mimmo, te lo devo dire in faccia e che cazzo?a quarantacinque anni ho paura, per la prima volta ho paura va bene?”.
E poi schiaffi, pugni e botte sulla rude razza padana che si fa finanziare dagli usurai della 'ndrangheta, paga il racket e non denuncia, anzi quando arriva l'ora dei processi e deve testimoniare, è colta da improvvisa balbuzie. La scena è stata già vista al processo contro il clan Papalia di Buccinasco e a quello sui Paparo di Brugherio.
In questo atteggiamento prudente e omertoso fiancheggiata dalla classe politica che ben la rappresenta.Una classe politica che a parte qualche svolazzo retorico, una fiaccolata inoffensiva e un accorato appello in ricordo delle buonanime di Falcone e Borsellino non è in grado di dire nulla, anzi se può nega fino all'ultimo il problema della mafia in Brianza e quando poi arriva al punto che proprio non può farne a meno, smorza i toni, sussurra, pigola e aspetta che passi 'a nuttata.E qui c'è da chiedersi se siamo in presenza di una classe politica locale mediocre e inadeguata, sicuramente vero, oppure ci sia dell'altro.Ci sia, cioè, una direttiva che arriva dai vertici di partito a tenere i toni bassi.
Arci 'ndrangheta
Questo perché se è vero che il Pdl, con i suoi uomini c'è dentro fino al collo da Abelli, Ponzoni in giù e la Lega è alle prese a Pavia con il caso Ciocca e a Cesano Maderno con il sostegno dei presunti 'ndranghetisti alla Marina Romanò * , anche la sinistra ne esce con le ossa rotte da questa inchiesta e dai rapporti che sono emersi tra 'ndrangheta e politica in Lombardia.Di Bollate abbiamo già scritto (vedi articolo) e se proprio a Bollate gli inquirenti definiscono, quello dell'allora sindaco come l'atteggiamento di chi: ” allontana e comunica alle forze di polizia ogni forma di interessamento o intrusione manifestata da Vincenzo Mandalari”, a Paderno Dugnano diverso è l'atteggiamento del sindaco Gianfranco Massetti (Pd) che si metterebbe “a completa disposizione” del Mandalari.E infatti quest'ultimo in una conversazione telefonica riferisce: “di aver eseguito durante l’anno lavori per quel comune per un importo pari a 350.000 euro e che adesso ne ha tra le mani uno per un valore di 500.000 e che il sindaco Massetti appena ha saputo della possibilità di concedere tali lavori alla IMES (n.d.r. ditta del Mandalari) si è espresso in questo modo: “…..chi meglio di lui, oltretutto lo conosco anche”.
Sempre il sindaco Massetti, scrivono gli inquirenti, ha firmato una delibera che ha assegnato ad una cooperativa di Paderno Dugnano i lavori di urbanizzazione di via Puecher per complessivi 860.000 euro. La cooperativa a sua volta gira il lavoro in subbappalto alla Imes, grazie alla complicità di Spagliarisi Borino, socio e consigliere d'amministrazione della cooperativa, e dietro il pagamento di una tangente del 5%.
C'è poi la questione dell'Arci Falcone e Borsellino messo a disposizione del Mandalari , per un vertice della 'ndrangheta lombarda, dall'ora consigliere del Pd Arturo Baldassarre.In un comunicato stampa Sulla Vicenda Del Circolo "Falcone E Borsellino" Di Paderno Dugnano l'Arci ha voluto sottolineare che: “il circolo era obbligato, sulla base di una convenzione con il Comune, a mettere a disposizione la sala ai cittadini di Paderno che ne avessero fatto richiesta”. Peccato però che la serata sia stata prenotata dal Mandalari (vedi video) che è residente a Bollate e che Baldassari sapesse perfettamente con chi aveva a che fare.
Nessun comunicato stampa, invece, sul circolo Arci Olmi di Milano. Eppure di cose da dire ce ne sarebbero.Il bar del Circolo Arci Olmi era, infatti, gestito da Rocco Gamardella (arrestato il 13/07) pregiudicato con precedenti per furto e droga, e il circolo stesso era uno dei punti di ritrovo settimanali degli appartenenti alla 'ndrina di Milano. A tal punto che in un intercettazione due ndranghetisti si dicono:“c'è una riunione importante a livello serio al quartiere Olmi....circolino”.Praticamente il luogo, il circolo Arci Olmi, serviva per brevità a denominare la persone che facevano parte della 'ndrina di Milano, quartiere Baggio.
C'è poco da dire, complimenti all'Arci e al Pd di Paderno Dugnano nel cui sito, con tutto quello che è successo, compaiono solo queste due righe: “Ci troviamo oggi 14 luglio alle 21 in Piazza Falcone e Borsellino. Riprendiamoci la nostra città, diciamo no a tutte le mafie”.
Verde come una foglia di fico
E mentre la sinistra fiaccola e manifesta con in mano le agendine rosse, neanche fosse il libretto di Mao, la Lega a suo dire sono anni che affronta coraggiosamente il problema muovendosi con tutte le energie contro il soggiorno obbligato.Cosa che vengo a scoprire solo oggi. Le campagne della Lega le ho seguite, seppur distrattamente, a me è parso che parlassero di federalismo o fossero contro gli immigrati, gli zingari, le coppie omosessuali, la pillola abortiva, il fisco e Roma ladrona.Il soggiorno cautelare, quello che prevedeva l'allontanamento del mafioso e l'obbligo dello stesso di risiedere in altra località rispetto alla dimora abituale, è stato abrogato da un referendum nel 1995 (promotrice del referendum la Lega).Il soggiorno obbligato, per come è in vigore adesso, "esclude la possibilità di irrogare l'obbligo di soggiorno in un comune diverso da quello di residenza o di dimora abituale della persona pericolosa”.
Di che cosa sta parlando allora la Lega, di un referendum di quindicianni fa?
Oppure, come è stato detto a Seregno, di spedire nelle regioni del sud gli 'ndraghetisti arrestati al nord? E questo anche se risiedono da quarantanni in Brianza e anche se in Brianza ci sono nati. Anche se di cognome fanno Sala o Mandelli.
E' chiaro che la cosa non sta in piedi e serve solo come propaganda e foglia di fico del momento, al limite starebbe più in piedi che le regioni meridionali decidessero di rispedire al nord i rifiuti tossici sepolti dalle mafie al sud e provenienti dalle industrie padane.
Passasse questa logica, ad esempio, si potrebbe svuotare le discariche della 'ndrangheta trovate a Seregno e Desio e rispedirne il contenuto nella bergamasca, visto che i rifiuti industriali provengono da quella zona.Eh sì, perché la 'ndrangheta seppelliva illegalmente rifiuti a Desio e Seregno, ma alla 'ndrnagheta i rifiuti li affidava le industrie tessili bergamasche, risparmiando così sui costi di smaltimento.
Niente paura, il sindaco leghista di Seregno Giacinto Mariani e quello mezzo leghista di Desio Giampiero Mariani si sono costituiti parte civile ai processi, peccato che se va bene i soldi che recupereranno per conto del comune saranno meno di un decimo dei costi preventivati di bonifica delle discariche. Bell'affare! Non avrebbero fatto meglio a controllare prima quello che avveniva sotto il loro naso?
I presidi comunali antimafia non servono
Il problema è molto semplice: la crescita della mafie in Brianza è un problema politico o è una questione esclusivamente di competenza di magistratura e forze dell'ordine?
Per anni la questione 'ndrangheta è stata integralmente delegata a magistratura e forze dell'ordine, mentre la politica, quando non è stata palesemente connivente con gli imprenditori della 'ndrangheta, ha speso centinaia di migliaia di euro ricoprendo il territorio con l'inutile videosorveglianza e facendo furiose battaglie contro writers e nottambuli. Adesso a caldo dopo gli arresti qualche ideuzza l'ha tirata fuori, a settembre dopo le ferie, ne siamo sicuri: il nulla.


July 28, 2010 by Izz

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