Lo Stato avviò una trattativa con Cosa nostra, una trattativa che “indubbiamente ci fu e venne quantomeno inizialmente impostata su un do ut des” per interrompere la strategia stragista di Cosa nostra. E' questo quanto scritto dai giudici della Corte d'assise di Firenze.....
leggi tutto su
http://www.antimafiaduemila.com/2012031336107/sistemi-criminali/sentenza-tagliavia-la-trattativa-con-la-mafia-fu-avviata-dallo-stato.html
BRIANZANTIMAFIA
OSSERVATORIO ANTIMAFIE DI MONZA E BRIANZA “PEPPINO IMPASTATO”
mercoledì 14 marzo 2012
domenica 11 marzo 2012
DOPO BERLUSCONI ANCHE UN SUO FIDO COLLABORATORE GODE DELL'IMMUNITA'
da Antimafia duemila:
“Se è vero, come hanno riportato gli organi di stampa, che ieri, in occasione del processo contro Marcello Dell’Utri, il sostituto procuratore generale della Cassazione ha parlato del concorso esterno in associazione mafiosa come di un reato a cui non crede più nessuno, allora saremmo in presenza di una affermazione gravissima e irresponsabile”. Con queste parole il sostituto procuratore di Palermo Nino Di Matteo è intervenuto alla presentazione del libro “La Colpa, come è perché siamo arrivati alla notte della Repubblica”, scritto dallo storico Nicola Tranfaglia e dalla caporedattrice di Antimafia Duemila Anna Petrozzi.
“Con queste parole – ha proseguito Di Matteo - si riporterebbero, nella lotta alla mafia, le lancette del tempo indietro a 30 anni fa. Non solo. Queste affermazioni delegittimano in partenza centinaia di indagini e processi che si stanno celebrando in Italia per quel reato e vanno contro condanne definitive che concorrenti esterni alla mafia stanno scontando nelle patrie galere perché ritenuti colpevoli”.Affermazione “gravissima e irresponsabile”, ha sottolineato nuovamente Di Matteo, “perché quelle parole, se sono state pronunciate, sono state pronunciate a proposito di uno strumento giuridico che per primi avevano applicato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Uno strumento, il concorso esterno in associazione mafiosa, che è un’arma fondamentale per reprimere il male delle collusioni tra la mafia, l'imprenditoria, la politica e le istituzioni. L'unico strumento che permetterebbe il vero e definitivo salto di qualità nel contrasto alla criminalità organizzata. A meno che non ci si voglia convincere che la lotta alla mafia sia solo la repressione degli aspetti militari e non la lotta contro ben più gravi forme di collusione”.In risposta alla domanda del moderatore, Nicola Biondo, di Matteo ha a sua volta chiesto: “E’ più colpevole un magistrato che si dichiara partigiano della Costituzione – che il Csm ha giudicato in un certo modo - o un altro magistrato che con le sue affermazioni sostanzialmente ridicolizza un istituto giuridico e delegittima i processi e perfino le condanne che ne sono derivate?”“Parlare chiaro – ha concluso - è sempre rischioso, ma è un dovere, anche nei confronti delle vittime della mafia e dei parenti di quelle vittime, presenti anche questa sera in quest’aula”.
“Se è vero, come hanno riportato gli organi di stampa, che ieri, in occasione del processo contro Marcello Dell’Utri, il sostituto procuratore generale della Cassazione ha parlato del concorso esterno in associazione mafiosa come di un reato a cui non crede più nessuno, allora saremmo in presenza di una affermazione gravissima e irresponsabile”. Con queste parole il sostituto procuratore di Palermo Nino Di Matteo è intervenuto alla presentazione del libro “La Colpa, come è perché siamo arrivati alla notte della Repubblica”, scritto dallo storico Nicola Tranfaglia e dalla caporedattrice di Antimafia Duemila Anna Petrozzi.
“Con queste parole – ha proseguito Di Matteo - si riporterebbero, nella lotta alla mafia, le lancette del tempo indietro a 30 anni fa. Non solo. Queste affermazioni delegittimano in partenza centinaia di indagini e processi che si stanno celebrando in Italia per quel reato e vanno contro condanne definitive che concorrenti esterni alla mafia stanno scontando nelle patrie galere perché ritenuti colpevoli”.Affermazione “gravissima e irresponsabile”, ha sottolineato nuovamente Di Matteo, “perché quelle parole, se sono state pronunciate, sono state pronunciate a proposito di uno strumento giuridico che per primi avevano applicato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Uno strumento, il concorso esterno in associazione mafiosa, che è un’arma fondamentale per reprimere il male delle collusioni tra la mafia, l'imprenditoria, la politica e le istituzioni. L'unico strumento che permetterebbe il vero e definitivo salto di qualità nel contrasto alla criminalità organizzata. A meno che non ci si voglia convincere che la lotta alla mafia sia solo la repressione degli aspetti militari e non la lotta contro ben più gravi forme di collusione”.In risposta alla domanda del moderatore, Nicola Biondo, di Matteo ha a sua volta chiesto: “E’ più colpevole un magistrato che si dichiara partigiano della Costituzione – che il Csm ha giudicato in un certo modo - o un altro magistrato che con le sue affermazioni sostanzialmente ridicolizza un istituto giuridico e delegittima i processi e perfino le condanne che ne sono derivate?”“Parlare chiaro – ha concluso - è sempre rischioso, ma è un dovere, anche nei confronti delle vittime della mafia e dei parenti di quelle vittime, presenti anche questa sera in quest’aula”.
venerdì 2 marzo 2012
AL FIANCO DEL POPOLO DELLA VAL SUSA PER IL RIPRISTINO DELLA LEGALITA'
IN VAL DI SUSA LO STATO ITALIANO SOSPENDE LA DEMOCRAZIA E MOSTRA IL SUO VOLTO EVERSIVO. IL CANTIERE DELLA MADDALENA A CHIOMONTE E’ ABUSIVO.
Nel pieno della crisi economica governo, banche e multinazionali delle cosiddette “grandi opere” tirano dritti e anche senza soldi per stipendi salari e pensioni, vogliono a tutti i costi mandare avanti un’opera inutile costosa e distruttiva per la Val di Susa, che ha gia una linea ferroviaria sotto dimensionata. Da questo blog, più volte avevamo denunciato che di fronte alle scelte autoritarie del governo Monti il Popolo avrebbe manifestato il profondo malessere e la risposta delle Stato sarebbe stata quella della repressione dei comportamenti sociali. Lo denunciavamo, e lo denunciamo ancora, perché da questa restrizione della democrazia ci siamo passati già negli anni 70 che in nome della “lotta al terrorismo” sono passate, sulle spalle dei lavoratori, leggi liberticide come la “legge Reale” (uso facile delle armi) oppure l’inizio dello svuotamento del sistema industriale italiano con la prima Cassa Integrazione (Innocenti e Alfa e Fiat…), taglio della contingenza etc…. Tutti sacrifici che non sono serviti a nulla, visto che oggi sono ancora qua a chiedere sacrifici al Popolo italiano. O meglio: sono serviti a trasferire le risorse dal basso della società all’alto, proprio come oggi. Uno scenario devastante; e come allora è stato usato il pretesto della violenza per criminalizzare chi nel paese si opponeva alle scelte economiche e politiche dell’allora governo di unità nazionale PCI-DC. Così di quella esperienza pare sia stato rimosso tutto; anche quel “terrorismo” che alla lunga si è dimostrato più funzionale ai progetti eversivi dello Stato che alla “classe” alla quale si rivolgeva come angelo vendicatore. Tant’è che gran parte dei capi delle br. oggi se la vivono comodamente protetti dai servizi e magari prendono pure il vitalizio oppure vivono in giro per il mondo fra convention e salotti. Terroristi di “destra e di sinistra” prezzolati che invece di finire nell’immondezzaio della Storia vengono protetti, e promossi a ranghi elevati nelle istituzioni. Purtroppo gli scenari sembrano essere gli stessi. Lo Stato impone alla collettivà scelte sbagliate; la gente si ribella; puntuali arrivano i “violenti” e inizia la caccia alle streghe, per imporre il fine lavori. Ci manca solo il morto, anche se alla tragedia ci siamo quasi arrivati con il sacrificio di Luca Abbà al quale auspichiamo lunga vita. Ma c’è di più: una donna, uscita dal silenzio, la Ministra Cancellieri, usa un lessico e una terminologia machista da regime cileno: “fermezza, pugno di ferro contro i violenti”.
Ora, per finire in bellezza mancherebbero “le brigate rosse della val di susa”, oppure “i nuclei combattenti della no tav” magari con qualche atto eclatante da attribuire alla GIUSTA LOTTA DEL POPOLO VALSUSINO per criminalizzarla definitivamente: Sei contro la TAV=Sei un terrorista; a questo vuole arrivare la signora Cancellieri.
Allora Dott. Caselli, invece di prendersela solo con 4 ragazzotti che lanciano sassi (secondo loro a fin di bene) ATTI CHE CONDANNIAMO CON ESTREMA FERMEZZA, perché non mette mano alle questioni di illegalità diffusa praticata dai vertici dello Stato, partendo dal cantiere abusivo di Chiomonte? Un uomo di alto profilo morale ed etico quale ella rappresenta se vuole, e le denunce fatte da Sindaci e normali cittadini sono innumerevoli, perché non procede?
Inoltre sappiamo, da una inchiesta presso la Procura Distrettuale Antimafia di Torino, che in Val di Susa, e proprio per la TAV, si muovono soggetti e imprese legate alla ndrangheta delle ndrine D’Agostino e Cardillo, (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/01/ndrangheta-piemonte-confische-dieci-milioni-riciclaggio-olimpiadi-2006/194889); che fa, si astiene? Allora fermi il cantiere; fermi la mattanza di un Popolo e la devastazione di una Valle.
Non crede Dott. Caselli che questo sia un fatto di GIUSTIZIA SOCIALE?
admin, 2 marzo 2012
Nel pieno della crisi economica governo, banche e multinazionali delle cosiddette “grandi opere” tirano dritti e anche senza soldi per stipendi salari e pensioni, vogliono a tutti i costi mandare avanti un’opera inutile costosa e distruttiva per la Val di Susa, che ha gia una linea ferroviaria sotto dimensionata. Da questo blog, più volte avevamo denunciato che di fronte alle scelte autoritarie del governo Monti il Popolo avrebbe manifestato il profondo malessere e la risposta delle Stato sarebbe stata quella della repressione dei comportamenti sociali. Lo denunciavamo, e lo denunciamo ancora, perché da questa restrizione della democrazia ci siamo passati già negli anni 70 che in nome della “lotta al terrorismo” sono passate, sulle spalle dei lavoratori, leggi liberticide come la “legge Reale” (uso facile delle armi) oppure l’inizio dello svuotamento del sistema industriale italiano con la prima Cassa Integrazione (Innocenti e Alfa e Fiat…), taglio della contingenza etc…. Tutti sacrifici che non sono serviti a nulla, visto che oggi sono ancora qua a chiedere sacrifici al Popolo italiano. O meglio: sono serviti a trasferire le risorse dal basso della società all’alto, proprio come oggi. Uno scenario devastante; e come allora è stato usato il pretesto della violenza per criminalizzare chi nel paese si opponeva alle scelte economiche e politiche dell’allora governo di unità nazionale PCI-DC. Così di quella esperienza pare sia stato rimosso tutto; anche quel “terrorismo” che alla lunga si è dimostrato più funzionale ai progetti eversivi dello Stato che alla “classe” alla quale si rivolgeva come angelo vendicatore. Tant’è che gran parte dei capi delle br. oggi se la vivono comodamente protetti dai servizi e magari prendono pure il vitalizio oppure vivono in giro per il mondo fra convention e salotti. Terroristi di “destra e di sinistra” prezzolati che invece di finire nell’immondezzaio della Storia vengono protetti, e promossi a ranghi elevati nelle istituzioni. Purtroppo gli scenari sembrano essere gli stessi. Lo Stato impone alla collettivà scelte sbagliate; la gente si ribella; puntuali arrivano i “violenti” e inizia la caccia alle streghe, per imporre il fine lavori. Ci manca solo il morto, anche se alla tragedia ci siamo quasi arrivati con il sacrificio di Luca Abbà al quale auspichiamo lunga vita. Ma c’è di più: una donna, uscita dal silenzio, la Ministra Cancellieri, usa un lessico e una terminologia machista da regime cileno: “fermezza, pugno di ferro contro i violenti”.
Ora, per finire in bellezza mancherebbero “le brigate rosse della val di susa”, oppure “i nuclei combattenti della no tav” magari con qualche atto eclatante da attribuire alla GIUSTA LOTTA DEL POPOLO VALSUSINO per criminalizzarla definitivamente: Sei contro la TAV=Sei un terrorista; a questo vuole arrivare la signora Cancellieri.
Allora Dott. Caselli, invece di prendersela solo con 4 ragazzotti che lanciano sassi (secondo loro a fin di bene) ATTI CHE CONDANNIAMO CON ESTREMA FERMEZZA, perché non mette mano alle questioni di illegalità diffusa praticata dai vertici dello Stato, partendo dal cantiere abusivo di Chiomonte? Un uomo di alto profilo morale ed etico quale ella rappresenta se vuole, e le denunce fatte da Sindaci e normali cittadini sono innumerevoli, perché non procede?
Inoltre sappiamo, da una inchiesta presso la Procura Distrettuale Antimafia di Torino, che in Val di Susa, e proprio per la TAV, si muovono soggetti e imprese legate alla ndrangheta delle ndrine D’Agostino e Cardillo, (http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/01/ndrangheta-piemonte-confische-dieci-milioni-riciclaggio-olimpiadi-2006/194889); che fa, si astiene? Allora fermi il cantiere; fermi la mattanza di un Popolo e la devastazione di una Valle.
Non crede Dott. Caselli che questo sia un fatto di GIUSTIZIA SOCIALE?
admin, 2 marzo 2012
mercoledì 22 febbraio 2012
LOMBARDA PETROLI
23 FEBBRAIO 2010 – 23 FEBBRAIO 2012
Due anni e nessuna verità. Lati oscuri tutti da scoprire, e chi sa parli!
Quella mattina del 23 febbraio di due anni fa, mani ancora ignote aprivano le bocche dei silos che contenevano oli combustibili e gasolio e ne sversavano 2600 tonnellate, che finivano prima nel depuratore dell'Altolambro e poi nel fiume più martoriato d'Italia: il Lambro. Secondo i Magistrati a compiere il gesto folle sarebbero stati i padroni dell'area, Giuseppe e Rinaldo Tagliabue che, per aggirare le normative vigenti in materia di stoccaggio e dunque di relative accise da pagare, avrebbero ordinato lo sversamento, per non pagare multe salatissime. Un quadro processuale che sotto il profilo accusatorio non fa una grinza. C'è il reato, disastro colposo e il movente; sarà compito della difesa sostenere il contrario. Rimane solo il dubbio: che degli imprenditori, per continuare un’attività di stoccaggio illegale di idrocarburi, (è stata ventilata anche l'ipotesi di un vero e proprio mercato nero), con tutti gli annessi di elusione ed evasione, invece di reiterare il reato nella generale indifferenza come fatto fino a quel momento ordinino, a dei dipendenti ultra fidati, lo smaltimento del carburante stoccato illegalmente, senza tenere conto che ciò avrebbe certamente attirato l'attenzione degli inquirenti. Il processo anche da questo punto di vista forse potrà dire molto.
Sta di fatto che su tutta la vicenda non è stata sfiorata l'ipotesi, sicuramente più difficile da dimostrare processualmente, di inquadrare per un attimo l'idea che oltre agli interessi dei Tagliabue, su quell'area vi fossero (come ci sono ancora) le attenzioni di costruttori chiacchierati e di relazioni politiche di questi con politici brianzoli arrestati. Politici che, nella loro attività criminale, trattavano proprio di mattone, bonifiche e tutto quello che concerne il campo della speculazione edilizia. Guarda caso l’area della Lombarda Petroli ha tutte queste caratteristiche. Tanto è vero che la querele, sul passaggio di proprietà, fra le parti si è conclusa che i costruttori Addamiano, i quali avrebbero dovuto diventare i proprietari dell'intera area ad oggi, non solo non sono proprietari della stessa, ma di quel poco che è stato urbanizzato una parte è ritornata ai Tagliabue. I costruttori di Desio, in forte crisi, non riescono a concludere la famosa torre a Desio e altre opere, men che meno impossessarsi dell'area LP. per farci il famoso progetto ECO-CITY. A sostenere questa nostra tesi, non solo il fatto che sono acclarate le relazioni pericolose ma la peculiarità di queste relazioni ci hanno spinto a credere che qualcuno abbiamo voluto aiutare un costruttore amico e in difficoltà, mettendo a sua volta in difficoltà un concorrente che non era così duttile alla cessione dell'area pur che fosse un affare. A soccorerci in questa tesi una intercettazione nell'inchiesta Pellicano che ha portato in carcere Massimo Ponzoni e la sua “squadra” di geometri, architetti e commercialisti, in un dedalo di una cinquantina di società, dedita al malaffare e alla malapolitica. Infatti a pag 177, dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dalla D.ssa Correra, alla nota n. 343 testualmente il GIP annota: “Valga ad esempio quanto riportato dalla GDF circa le conversazioni intercorse tra Ponzoni e l'imprenditore Addamiano, il quale, già il giorno dopo il disastro ambientale alla Lombarda Petroli a Villasanta, contattato da Ponzoni – assessore regionale all'ambiente – il quale voleva informarlo della sua ricandidatura, lo sollecitava a un urgente incontro per decidere le aziende che avrebbero dovuto occuparsi della bonifica del sito. In altre conversazioni , Ponzoni dichiarava all'imprenditore: Tu chiami, io corro – Io faccio come dici tu”. Se poi nello stesso impianto accusatorio in un passaggio i Magistrati segnalano a pag 148 le relazioni fra il Ponzoni e il capo della ndrangheta “locale di Desio” Annunziato Giuseppe Moscato finito anche lui in carcere nell'operazione Infinito e condannato in primo grado. Da questi stralci appare evidente che nelle ore immediate il disastro, mentre si sono registrate ritardi ed inefficienze, qualcuno era già in grado di affrontare la questione Lombarda Petroli, quasi fosse a conoscenza dell'evento. Inoltre non sfugge nemmeno che il piano di urbanizzazione presentato al Comune di Villasanta porta la firma di Fabio Saldini altro architetto della famiglia Berlusconi che da anni stanno cercando di piazzare il progetto denominato MILANO 4 da qualche parte in Brianza: Tant’è che Saldini è l’uomo più attivo nel fare le pressioni sulla vecchia giunta di Arcore a guida PDL , per inserire nel PGT proprio questo progetto. Giunti a questo punto appare evidente che questo filone di inchiesta dovrebbe avere quanto meno il contributo di un collaboratore di giustizia che ne disveli i retroscena altrimenti rimarrà solo, seppur legittimo, un dubbio. Dunque chi sa parli. La Brianza sana ed onesta attende giustizia per il suo devastato territorio e il suo fiume martoriato dagli sversamenti continui.
OSSERVATORIO ANTIMAFIE DI MONZA E BRIANZA “PEPPINO IMPASTATO”
Due anni e nessuna verità. Lati oscuri tutti da scoprire, e chi sa parli!
Quella mattina del 23 febbraio di due anni fa, mani ancora ignote aprivano le bocche dei silos che contenevano oli combustibili e gasolio e ne sversavano 2600 tonnellate, che finivano prima nel depuratore dell'Altolambro e poi nel fiume più martoriato d'Italia: il Lambro. Secondo i Magistrati a compiere il gesto folle sarebbero stati i padroni dell'area, Giuseppe e Rinaldo Tagliabue che, per aggirare le normative vigenti in materia di stoccaggio e dunque di relative accise da pagare, avrebbero ordinato lo sversamento, per non pagare multe salatissime. Un quadro processuale che sotto il profilo accusatorio non fa una grinza. C'è il reato, disastro colposo e il movente; sarà compito della difesa sostenere il contrario. Rimane solo il dubbio: che degli imprenditori, per continuare un’attività di stoccaggio illegale di idrocarburi, (è stata ventilata anche l'ipotesi di un vero e proprio mercato nero), con tutti gli annessi di elusione ed evasione, invece di reiterare il reato nella generale indifferenza come fatto fino a quel momento ordinino, a dei dipendenti ultra fidati, lo smaltimento del carburante stoccato illegalmente, senza tenere conto che ciò avrebbe certamente attirato l'attenzione degli inquirenti. Il processo anche da questo punto di vista forse potrà dire molto.
Sta di fatto che su tutta la vicenda non è stata sfiorata l'ipotesi, sicuramente più difficile da dimostrare processualmente, di inquadrare per un attimo l'idea che oltre agli interessi dei Tagliabue, su quell'area vi fossero (come ci sono ancora) le attenzioni di costruttori chiacchierati e di relazioni politiche di questi con politici brianzoli arrestati. Politici che, nella loro attività criminale, trattavano proprio di mattone, bonifiche e tutto quello che concerne il campo della speculazione edilizia. Guarda caso l’area della Lombarda Petroli ha tutte queste caratteristiche. Tanto è vero che la querele, sul passaggio di proprietà, fra le parti si è conclusa che i costruttori Addamiano, i quali avrebbero dovuto diventare i proprietari dell'intera area ad oggi, non solo non sono proprietari della stessa, ma di quel poco che è stato urbanizzato una parte è ritornata ai Tagliabue. I costruttori di Desio, in forte crisi, non riescono a concludere la famosa torre a Desio e altre opere, men che meno impossessarsi dell'area LP. per farci il famoso progetto ECO-CITY. A sostenere questa nostra tesi, non solo il fatto che sono acclarate le relazioni pericolose ma la peculiarità di queste relazioni ci hanno spinto a credere che qualcuno abbiamo voluto aiutare un costruttore amico e in difficoltà, mettendo a sua volta in difficoltà un concorrente che non era così duttile alla cessione dell'area pur che fosse un affare. A soccorerci in questa tesi una intercettazione nell'inchiesta Pellicano che ha portato in carcere Massimo Ponzoni e la sua “squadra” di geometri, architetti e commercialisti, in un dedalo di una cinquantina di società, dedita al malaffare e alla malapolitica. Infatti a pag 177, dell'ordinanza di custodia cautelare firmata dalla D.ssa Correra, alla nota n. 343 testualmente il GIP annota: “Valga ad esempio quanto riportato dalla GDF circa le conversazioni intercorse tra Ponzoni e l'imprenditore Addamiano, il quale, già il giorno dopo il disastro ambientale alla Lombarda Petroli a Villasanta, contattato da Ponzoni – assessore regionale all'ambiente – il quale voleva informarlo della sua ricandidatura, lo sollecitava a un urgente incontro per decidere le aziende che avrebbero dovuto occuparsi della bonifica del sito. In altre conversazioni , Ponzoni dichiarava all'imprenditore: Tu chiami, io corro – Io faccio come dici tu”. Se poi nello stesso impianto accusatorio in un passaggio i Magistrati segnalano a pag 148 le relazioni fra il Ponzoni e il capo della ndrangheta “locale di Desio” Annunziato Giuseppe Moscato finito anche lui in carcere nell'operazione Infinito e condannato in primo grado. Da questi stralci appare evidente che nelle ore immediate il disastro, mentre si sono registrate ritardi ed inefficienze, qualcuno era già in grado di affrontare la questione Lombarda Petroli, quasi fosse a conoscenza dell'evento. Inoltre non sfugge nemmeno che il piano di urbanizzazione presentato al Comune di Villasanta porta la firma di Fabio Saldini altro architetto della famiglia Berlusconi che da anni stanno cercando di piazzare il progetto denominato MILANO 4 da qualche parte in Brianza: Tant’è che Saldini è l’uomo più attivo nel fare le pressioni sulla vecchia giunta di Arcore a guida PDL , per inserire nel PGT proprio questo progetto. Giunti a questo punto appare evidente che questo filone di inchiesta dovrebbe avere quanto meno il contributo di un collaboratore di giustizia che ne disveli i retroscena altrimenti rimarrà solo, seppur legittimo, un dubbio. Dunque chi sa parli. La Brianza sana ed onesta attende giustizia per il suo devastato territorio e il suo fiume martoriato dagli sversamenti continui.
OSSERVATORIO ANTIMAFIE DI MONZA E BRIANZA “PEPPINO IMPASTATO”
venerdì 17 febbraio 2012
20 ANNI DA MANI PULITE
LA NOTTE DELLA PRIMA REPUBBLICA.
Molti cronisti si affrettarono a scrivere che sotto i colpi delle inchieste di Tangentopoli veniva seppellita la prima Repubblica per lasciare il posto ad una non ben definita seconda. Il risultato è che, quei pochi che nutrirono seri dubbi su quel passaggio ritenuto epocale, avevano ragione. Davanti alle inchieste che attraversano tutto il paese da destra a sinistra, la cosiddetta seconda Repubblica null’altro è che la coda putrescente della prima. Già all0ra l’affermazione delle Lega Nord e l’entrata di Berlusconi in politica nel 94 segnarono la continuità peggiore col vecchio sistema affaristico che ruotava intorno alla DC e al PSI. Inoltre la graduale devastazione del sistema democratico; la disgregazione dei poteri locali e le bizzarre alchimie del cosiddetto “sistema bipolare” hanno messo la parola fine su quei principi che stanno scritti nella nostra Carta Costituzionale; dal sistema proporzionale “una testa, un voto” al bipolarismo; dal sistema delle autonomie locali, al centralismo delle Regioni e dello Stato. In questo quadro emergono, già alla fine degli anni 90, inchieste che segnalano come la musica non era cambiata nonostante fossero stati cambiati i suonatori. Ma la degenerazione della prima Repubblica spinge il sistema politico a barricarsi dietro il bipolarismo per intruppare tutta la politica dietro la filosofia delle alleanze, e queste funzionali esclusivamente al governo. Tutto il sistema politico, anche quello a Sinistra, veniva attraversato da questa ubriacatura e tutte le volte che qualche pezzo dei Partiti si ribellava a questo sistema subiva a sua volta delle scissioni. A farne le spese su tutti fu Rifondazione Comunista, (scissione del 98 con Cossutta e quella del 2009 di Vendola), ma anche le continue diaspore verso destra mentre il PCI diventava prima PDS, poi DS e ora PD lo testimoniano. E così piano piano contano sempre di più gli apparati nella formazione delle linee politiche e nella selezione del personale politico. Personale selezionato non su base di competenze ma di fedeltà al capo o su base correntizia. Con le varie riforme elettorali, anche bipartisan (prima del porcellum), danno sempre più potere di rappresentanza al singolo parlamentare e non a chi lo ha eletto. Risultato che anche deputati e senatori rispondono solo al capo ed esclusivamente su base dell’obbedienza e non della professionalità. Appare evidente a questo punto che la “questione morale” diviene un fatto marginale e di fronte alle alleanze coatte inizia il balletto dei cambi di casacca. Paradossalmente il bipolarismo ha alimentato proprio il proliferare di gruppi parlamentari che in questa legislatura da 16 che ne erano, all’inizio della legislatura, oggi dovrebbero essere attorno alla trentina. E così via nei consigli comunali. Il campionato dei “voltagabbana” lo vince il consiglio comunale di Monza. Appena eletti due consiglieri dall’opposizione passano alla maggioranza. Poi alcuni di questi passano all’UDC perché nel frattempo quelli dell’UDC avevano cambiato casacca ma non schieramento. Nel mentre altri consiglieri escono dal PDL e formano altri gruppi consiliari. Un consiglio comunale completamente rivoluzionato dove il Sindaco partito con una maggioranza di 26 consiglieri contro 14 si ritrova senza maggioranza o per le diaspore o per le inchieste che hanno inibito il consigliere che col suo voto ha permesso di votare una variante urbanistica degna del peggior “sacco di Palermo”. Da tempo si è scoperta in Brianza e a Monza una “cupola” di personaggi della politica che spadroneggiano, in lungo e in largo, nei vari uffici urbanistica dei comuni brianzoli e che riescono a collocare gli uomini giusti in quelle aziende “partecipate” (pubbliche) che guarda caso gestiscono i servizi come acqua, trasporti e rifiuti. Tutto gratis? Tutto secondo la normativa? No! Tutto in maniera illegale corrompendo a destra e a manca per governare indisturbati questi processi nei quali i consigli comunali e provinciali, sono ridotti ad autentiche rappresentazioni di cabaret. L’ultima in ordine di tempo è la sceneggiata sul PGTP votato in Provincia. Campagna mediatica del presidente pidiellino (che non si accorge di niente) Allevi che strombazza a quattro venti che è stato varato un PGTP che difenderebbe il consumo di territorio. Salvo poi esprimere parere favorevole al PGT di Monza che farà colare 4 milioni di metri cui di cemento rubandosi un quinto della città. Cosa è successo? Sia sul PGTP della Provincia che quello di Monza, c’è l’ombra dell’ex assessore Antonino Brambilla finito in manette per la “cricca Ponzoni”. Dunque la differenza fra la prima e la seconda repubblica è che nella prima rubavano per il partito e nella seconda rubano per se. Non mi pare ci sia quella discontinuità per affermare due momenti distinti della Repubblica. Invece pare essere lo sfascio della Repubblica nata dalla Resistenza per fare posto alla Repubblica dei clan e delle lobby di partito e non. Ovviamente tutto in maniera bipartisan. Oggi ai gruppi dirigenti dei partiti tutti chiedono di fare politica, quando gran parte di essi sono corrotti e collusi col sistema degenerato e marcio della prima repubblica. Davanti a tanto scempio non rimane che invocare: PARTIGIANI DOVE SIETE???
admin, 17 febbraio 2012
Molti cronisti si affrettarono a scrivere che sotto i colpi delle inchieste di Tangentopoli veniva seppellita la prima Repubblica per lasciare il posto ad una non ben definita seconda. Il risultato è che, quei pochi che nutrirono seri dubbi su quel passaggio ritenuto epocale, avevano ragione. Davanti alle inchieste che attraversano tutto il paese da destra a sinistra, la cosiddetta seconda Repubblica null’altro è che la coda putrescente della prima. Già all0ra l’affermazione delle Lega Nord e l’entrata di Berlusconi in politica nel 94 segnarono la continuità peggiore col vecchio sistema affaristico che ruotava intorno alla DC e al PSI. Inoltre la graduale devastazione del sistema democratico; la disgregazione dei poteri locali e le bizzarre alchimie del cosiddetto “sistema bipolare” hanno messo la parola fine su quei principi che stanno scritti nella nostra Carta Costituzionale; dal sistema proporzionale “una testa, un voto” al bipolarismo; dal sistema delle autonomie locali, al centralismo delle Regioni e dello Stato. In questo quadro emergono, già alla fine degli anni 90, inchieste che segnalano come la musica non era cambiata nonostante fossero stati cambiati i suonatori. Ma la degenerazione della prima Repubblica spinge il sistema politico a barricarsi dietro il bipolarismo per intruppare tutta la politica dietro la filosofia delle alleanze, e queste funzionali esclusivamente al governo. Tutto il sistema politico, anche quello a Sinistra, veniva attraversato da questa ubriacatura e tutte le volte che qualche pezzo dei Partiti si ribellava a questo sistema subiva a sua volta delle scissioni. A farne le spese su tutti fu Rifondazione Comunista, (scissione del 98 con Cossutta e quella del 2009 di Vendola), ma anche le continue diaspore verso destra mentre il PCI diventava prima PDS, poi DS e ora PD lo testimoniano. E così piano piano contano sempre di più gli apparati nella formazione delle linee politiche e nella selezione del personale politico. Personale selezionato non su base di competenze ma di fedeltà al capo o su base correntizia. Con le varie riforme elettorali, anche bipartisan (prima del porcellum), danno sempre più potere di rappresentanza al singolo parlamentare e non a chi lo ha eletto. Risultato che anche deputati e senatori rispondono solo al capo ed esclusivamente su base dell’obbedienza e non della professionalità. Appare evidente a questo punto che la “questione morale” diviene un fatto marginale e di fronte alle alleanze coatte inizia il balletto dei cambi di casacca. Paradossalmente il bipolarismo ha alimentato proprio il proliferare di gruppi parlamentari che in questa legislatura da 16 che ne erano, all’inizio della legislatura, oggi dovrebbero essere attorno alla trentina. E così via nei consigli comunali. Il campionato dei “voltagabbana” lo vince il consiglio comunale di Monza. Appena eletti due consiglieri dall’opposizione passano alla maggioranza. Poi alcuni di questi passano all’UDC perché nel frattempo quelli dell’UDC avevano cambiato casacca ma non schieramento. Nel mentre altri consiglieri escono dal PDL e formano altri gruppi consiliari. Un consiglio comunale completamente rivoluzionato dove il Sindaco partito con una maggioranza di 26 consiglieri contro 14 si ritrova senza maggioranza o per le diaspore o per le inchieste che hanno inibito il consigliere che col suo voto ha permesso di votare una variante urbanistica degna del peggior “sacco di Palermo”. Da tempo si è scoperta in Brianza e a Monza una “cupola” di personaggi della politica che spadroneggiano, in lungo e in largo, nei vari uffici urbanistica dei comuni brianzoli e che riescono a collocare gli uomini giusti in quelle aziende “partecipate” (pubbliche) che guarda caso gestiscono i servizi come acqua, trasporti e rifiuti. Tutto gratis? Tutto secondo la normativa? No! Tutto in maniera illegale corrompendo a destra e a manca per governare indisturbati questi processi nei quali i consigli comunali e provinciali, sono ridotti ad autentiche rappresentazioni di cabaret. L’ultima in ordine di tempo è la sceneggiata sul PGTP votato in Provincia. Campagna mediatica del presidente pidiellino (che non si accorge di niente) Allevi che strombazza a quattro venti che è stato varato un PGTP che difenderebbe il consumo di territorio. Salvo poi esprimere parere favorevole al PGT di Monza che farà colare 4 milioni di metri cui di cemento rubandosi un quinto della città. Cosa è successo? Sia sul PGTP della Provincia che quello di Monza, c’è l’ombra dell’ex assessore Antonino Brambilla finito in manette per la “cricca Ponzoni”. Dunque la differenza fra la prima e la seconda repubblica è che nella prima rubavano per il partito e nella seconda rubano per se. Non mi pare ci sia quella discontinuità per affermare due momenti distinti della Repubblica. Invece pare essere lo sfascio della Repubblica nata dalla Resistenza per fare posto alla Repubblica dei clan e delle lobby di partito e non. Ovviamente tutto in maniera bipartisan. Oggi ai gruppi dirigenti dei partiti tutti chiedono di fare politica, quando gran parte di essi sono corrotti e collusi col sistema degenerato e marcio della prima repubblica. Davanti a tanto scempio non rimane che invocare: PARTIGIANI DOVE SIETE???
admin, 17 febbraio 2012
martedì 14 febbraio 2012
Relazione DDA primo semestre 2011
E' un quadro allarmante quello presentato nell'ultima relazione della Direzione nazionale antimafia. Cosa nostra, 'Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita mostrano i muscoli e le infiltrazioni si registrano non solo al sud del Paese ma in tutta Italia e anche nel resto del mondo. La relazione della Dna si apre con il resoconto....
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http://www.antimafiaduemila.com/2012020935654/Focus/relazione-della-dna-le-mafie-sono-forti-in-tutto-il-mondo.html
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giovedì 9 febbraio 2012
Relazione della Dna: le mafie sono forti in tutto il mondo
E' un quadro allarmante quello presentato nell'ultima relazione della Direzione nazionale antimafia. Cosa nostra, 'Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita mostrano i muscoli e le infiltrazioni si registrano non solo al sud del Paese ma in tutta Italia e anche nel resto del mondo. La relazione della Dna si apre con ....leggi tutto su:
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